Le immagini nella grotta di Chauvet si caratterizzano per il loro stile naturale e realistico. Molti dei soggetti sono facilmente riconoscibili e gli artisti preistorici usarono persino tecniche di prospettiva. Alcuni muri furono preparati raschiandoli per far risaltare meglio le figure, e lo stesso raschiamento fu utilizzato per aggiungere contorni e evidenziare dettagli. Come in molte altre grotte preistoriche, è evidente che le pitture non furono realizzate da un unico artista, ma da più individui, in momenti diversi e, spesso, a distanza di molti anni.
La grotta di Lascaux, situata nel sud della Francia, fu scoperta nel 1940. Come la grotta di Chauvet, anche Lascaux presenta diverse camere, tra cui la celebre “Sala dei Tori”, le cui pareti sono ricoperte di immagini di tori giganti, mucche, cervi, cavalli e una figura che si ritiene possa rappresentare un unicorno. Una delle immagini più enigmatiche di questa grotta è quella di un uomo morto, la cui interpretazione resta incerta. I pittori di Lascaux, come quelli di Chauvet, sfruttarono i colori naturali delle rocce, utilizzando tonalità come il rosso, il nero e il giallo. La datazione al radiocarbonio colloca le pitture della grotta di Lascaux tra il 15.000 e il 13.500 a.C.
La grotta di Altamira, situata nel nord della Spagna, fu scoperta per la prima volta nel 1868, ma le sue immagini furono notate solo nel 1879. La grotta fu riscoperta nel 1901, quando altre grotte con pitture simili furono trovate, conferendo così maggior importanza alla scoperta. Altamira contiene oltre 100 figure, tra cui bisonti, cavalli, cervi, cinghiali e impronte di mani. Questa grotta è stata considerata uno degli esempi più importanti di arte paleolitica nella penisola iberica.
Perché le popolazioni preistoriche decidessero di creare immagini all’interno delle grotte rimane una questione aperta. Diverse teorie sono state proposte: una di queste sostiene che le pitture avessero uno scopo magico, come un tentativo di esercitare un controllo simbolico sugli animali rappresentati. Un’altra ipotesi è che fossero semplici rappresentazioni della realtà circostante o della vita quotidiana.
Anche la datazione delle pitture rupestri è stata oggetto di discussione, e l’autenticità delle scoperte viene verificata principalmente attraverso l’uso della datazione al radiocarbonio. Questo metodo misura la quantità di carbonio-14 rimasto nei materiali organici come il carbone o i resti ossei, consentendo di determinare approssimativamente l’età delle pitture, sebbene con un margine di errore.
Nonostante la maggior parte delle pitture rupestri preistoriche sia stata rinvenuta in Europa occidentale, in particolare in Francia e Spagna, altre scoperte sono state fatte in diverse parti del mondo, tra cui la Russia, l’Africa, l’Oceania e, possibilmente, il Brasile. Queste pitture rappresentano una delle testimonianze più affascinanti della creatività e della cultura umana nelle sue fasi più antiche. Sono una finestra sul passato, che ci permette di esplorare il modo in cui gli esseri umani preistorici percepivano il mondo intorno a loro e interagivano con esso.