Nel VII secolo a.C., l’Arabia era suddivisa in circa cinque regni: Ma’in, Saba, Qataban, Hadramaut e Qahtan. Questi regni si fondavano principalmente sull’agricoltura, in particolare nel sud dell’Arabia, dove il clima umido e il terreno fertile permettevano una fiorente attività agricola. Tra questi, il regno di Saba era il più potente e avanzato. Fino al 300 d.C., i re di Saba riuscirono a consolidare il potere sugli altri regni. Gli abitanti dell’Arabia settentrionale parlavano l’arabo, mentre quelli del sud utilizzavano il sabaico, un’altra lingua semitica. Grazie alla sua posizione lungo importanti rotte commerciali, lo Yemen divenne un crocevia per i mercanti dell’Oceano Indiano, rendendo il sud dell’Arabia un polo economico predominante per oltre un millennio.
Già nel VII secolo a.C., le oasi presenti in Arabia si erano trasformate in centri urbani legati al commercio carovaniero. L’economia agricola di base, sviluppata grazie alla fertilità di alcune aree, si intrecciava con il commercio di beni di lusso, come oro, incenso e mirra. Il commercio carovaniero, che attraversava l’Arabia, partiva dal sud dello Yemen per giungere a Damasco e Gaza, trasportando merci provenienti dal bacino dell’Oceano Indiano.
I Beduini, inizialmente noti soprattutto per il loro ruolo nelle rivalità tribali, divennero parte integrante del commercio carovaniero, fungendo da guide e guardiani lungo le rotte commerciali interne alla penisola. Questi Beduini si distinguevano da altri nomadi poiché tendevano a stabilirsi in determinate zone piuttosto che spostarsi costantemente.
A partire dal III secolo d.C., le potenze esterne cominciarono a interessarsi all’Arabia. Gli Assiri, i Neo-Babilonesi e successivamente i Persiani destabilizzarono l’unità della regione. Le lotte tra l’Impero Sassanide persiano e l’Impero Bizantino cristiano ebbero un forte impatto sull’Arabia, portando alla formazione di due grandi confederazioni tribali arabe: i Ghassanidi, alleati dei Bizantini, e i Lakhmidi, sostenuti dai Persiani.
La città di Petra, nel nord-ovest dell’Arabia, passò sotto il controllo dei Bizantini attraverso i Ghassanidi, mentre la città nord-orientale di Hira cadde sotto l’influenza persiana tramite i Lakhmidi. Fu sotto queste dinastie che si sviluppò un’identità araba più definita, insieme all’uso crescente della lingua araba.
Il centro religioso principale per le tribù beduine nomadi era la Ka’ba, una struttura cubica situata nella città di Mecca, che custodiva una pietra nera, creduta un meteorite. La Ka’ba era un luogo di pellegrinaggio annuale già prima dell’Islam. Secondo la tradizione, fu Abramo a porre le fondamenta della Ka’ba. Tuttavia, nel periodo pre-islamico, il significato della Ka’ba era cambiato: al suo interno si trovavano diversi idoli, rappresentanti le varie divinità adorate dai Beduini.
Nonostante le divisioni tribali e i conflitti costanti, la Ka’ba era un luogo sacro in cui le rivalità venivano temporaneamente messe da parte in segno di rispetto. Mecca divenne così un santuario religioso e una sorta di zona neutrale, oltre a essere un importante centro commerciale grazie alla sua posizione strategica lungo le rotte carovaniere.
Entro il VII secolo d.C., oltre a essere un importante sito religioso, Mecca divenne un centro commerciale di grande rilievo per il commercio carovaniero, grazie al crescente ruolo dello Yemen come snodo mercantile. Mercanti di diverse origini si riunivano a Mecca, che ospitava persone di molteplici fedi, compresi ebrei, cristiani e zoroastriani. Questi gruppi religiosi coesistevano in Arabia, specialmente nelle regioni costiere dello Yemen, grazie alla sua posizione strategica lungo la rotta commerciale che collegava il Mar Rosso all’Oceano Indiano. Sebbene molti degli abitanti autoctoni dell’Arabia aderissero ancora a religioni politeiste, erano comunque a conoscenza delle religioni monoteistiche presenti nella regione.
Prima dell’arrivo dell’Islam, l’Arabia era una regione frammentata dal punto di vista politico, ma ricca di influenze culturali e religiose. Nonostante la dominanza delle tribù beduine e la mancanza di un’autorità centrale, la penisola giocò un ruolo cruciale nel commercio internazionale e fu esposta a una vasta gamma di religioni e culture. Gli abitanti di questa regione, pur consapevoli del monoteismo attraverso ebrei e cristiani, furono descritti dalla società musulmana successiva come vissuti in uno stato di jahiliyya, o ignoranza, fino alla rivelazione dell’Islam da parte del profeta Maometto.