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Entrare nella saga di Resident Evil oggi può sembrare più complicato del previsto. Non perché manchino giochi belli, anzi: il problema è l’opposto. Ci sono capitoli storici, remake moderni, episodi in prima persona, spin-off, raccolte HD e oggi perfino un nuovo capitolo principale come Resident Evil Requiem, che ha portato ancora una volta la serie sotto i riflettori. Capcom, nel suo riepilogo ufficiale per i 30 anni della saga, ricostruisce proprio questa evoluzione: dal primo Resident Evil del 1996, a Resident Evil 2 del 1998, Resident Evil 3 del 1999, Resident Evil 0 del 2002, Resident Evil 4 del 2005, Resident Evil 5 del 2009, Resident Evil 6 del 2012, Resident Evil 7 biohazard del 2017, fino ai remake moderni di Resident Evil 2 nel 2019, Resident Evil 3 nel 2020, Resident Evil Village nel 2021 e Resident Evil 4 nel 2023. In più, Resident Evil Requiem è indicato ufficialmente come il nono capitolo principale della serie ed è disponibile dal 27 febbraio 2026.

La vera domanda, quindi, non è solo “quanti giochi ci sono?”, ma “da dove conviene partire senza rovinarsi l’esperienza?”. Perché iniziare male con Resident Evil è facilissimo: puoi partire da un capitolo troppo vecchio per i tuoi gusti, da uno troppo action se stai cercando puro survival horror, o da un gioco pieno di riferimenti che non ti colpiscono davvero se non conosci il contesto.

La buona notizia è che esiste un ordine molto più intelligente per cominciare. Non è per forza quello cronologico, e nemmeno quello di uscita puro. È l’ordine che ti fa entrare gradualmente nel ritmo della saga, ti fa capire i personaggi più importanti, ti abitua ai suoi sistemi e soprattutto ti fa venir voglia di continuare.

Indice

  • Perché l’ordine di gioco conta davvero
  • La risposta migliore per la maggior parte dei nuovi giocatori
  • L’ordine consigliato, gioco per gioco
  • Perché non conviene iniziare da alcuni capitoli
  • Ordine cronologico della storia
  • Ordine di uscita semplificato
  • Percorso breve per chi ha poco tempo
  • Il percorso ideale in base al tuo stile di giocatore
  • Il consiglio Bazaverse per chi entra ora in Resident Evil
  • Conclusione

Perché l’ordine di gioco conta davvero

Resident Evil non è una saga “tutta uguale”. È questo il suo bello, ma anche la sua trappola. Il primo blocco della serie è quello del survival horror classico: ambienti chiusi, inventario limitato, backtracking, enigmi, pressione costante. Poi arriva la svolta action di Resident Evil 4. Dopo ancora la serie cambia faccia con Resident Evil 7, che riporta l’orrore al centro e adotta una visuale in prima persona; la pagina ufficiale di Resident Evil 7 sottolinea proprio che l’orrore continua grazie a questa prospettiva, pensata per aumentare l’immersione, mentre la pagina ufficiale di Village lo presenta come l’ottavo episodio principale e come seguito diretto del settimo.

Questo significa che non esiste un unico “ordine perfetto” valido per tutti. Però esiste un ordine migliore per chi inizia oggi nel 2026 e vuole:

capire la saga senza sentirsi perso,
evitare di partire da capitoli troppo ostici o datati,
assaporare sia il lato horror classico sia quello moderno,
arrivare preparato ai giochi più recenti.

Se sei un nuovo giocatore, il tuo obiettivo non dev’essere completare la cronologia enciclopedica al primo colpo. Deve essere innamorarti dell’universo di Resident Evil. Una volta che succede, recuperare il resto diventa naturale.

La risposta migliore per la maggior parte dei nuovi giocatori

L’ordine che consiglio alla maggior parte delle persone è questo:

  1. Resident Evil 2 Remake
  2. Resident Evil 3 Remake
  3. Resident Evil 4 Remake
  4. Resident Evil 7 biohazard
  5. Resident Evil Village
  6. Resident Evil HD Remaster
  7. Resident Evil 0 HD Remaster
  8. Resident Evil Revelations
  9. Resident Evil 5
  10. Resident Evil Revelations 2
  11. Resident Evil 6
  12. Resident Evil Requiem solo dopo aver digerito almeno buona parte dei capitoli sopra

Questo ordine non è “storicamente puro”, ma è il più equilibrato. Parte dal punto migliore per il giocatore moderno, cioè Resident Evil 2 Remake, continua con la porzione Raccoon City più accessibile, ti porta alla svolta action con Resident Evil 4 Remake, poi ti fa vivere il reboot atmosferico di Resident Evil 7 e il suo seguito diretto Village. Solo dopo ti fa recuperare le origini, cioè Resident Evil HD Remaster e Resident Evil 0 HD Remaster, quando ormai hai già capito come pensa la saga.

In pratica: invece di chiederti subito di adattarti ai vecchi controlli, all’inquadratura fissa e a un ritmo più duro, Resident Evil ti prende per mano con i remake più forti e leggibili. È un approccio molto più efficace, soprattutto se vieni da giochi moderni.

L’ordine consigliato, gioco per gioco

1) Resident Evil 2 Remake è il miglior punto di partenza

Se mi chiedi da dove iniziare Resident Evil con una sola risposta secca, io scelgo Resident Evil 2 Remake.

Il motivo è semplice: è il capitolo che meglio sintetizza l’identità della saga per un pubblico moderno. Hai esplorazione, tensione, risorse limitate, gestione dell’inventario, enigmi, boss, atmosfera e personaggi iconici. Hai Leon e Claire, hai la RPD, hai il senso di vulnerabilità, ma hai anche una giocabilità fluida che non chiede un “patto retro” al giocatore. Capcom colloca ufficialmente questo remake nel 2019 come ritorno della paura di Resident Evil 2 con la tecnologia moderna.

In più, partire da Resident Evil 2 Remake ha un altro vantaggio enorme: ti presenta subito uno dei nodi centrali dell’universo Resident Evil, cioè il disastro di Raccoon City. Molte cose che vedrai dopo, da Leon adulto in Resident Evil 4 fino ai richiami futuri della saga, avranno più peso perché tu avrai vissuto quell’evento.

Non è solo un gran gioco. È il miglior “ponte” tra vecchio e nuovo Resident Evil.

2) Resident Evil 3 Remake è il complemento naturale

Dopo Resident Evil 2 Remake, il passo più naturale è Resident Evil 3 Remake. Non perché sia necessariamente più importante o più amato del due, ma perché completa il quadro di Raccoon City. Capcom lo posiziona come secondo remake moderno, uscito nel 2020, e nella cronologia celebrativa della saga lo mette subito dopo RE2 Remake.

Giocarlo subito dopo ha senso per tre motivi.

Il primo è narrativo: rimani immerso nello stesso periodo storico della serie, con Jill Valentine e con una visione complementare della catastrofe.

Il secondo è di ritmo: RE3 Remake è più diretto, più veloce, più orientato all’azione, quindi rappresenta una progressione naturale dopo il due senza risultare uno shock.

Il terzo è psicologico: dopo avere assaggiato l’horror metodico di RE2, RE3 ti fa capire che Resident Evil sa cambiare intensità pur rimanendo recognoscibile. È una lezione importante, perché ti prepara già a ciò che verrà con RE4.

Molti nuovi giocatori fanno l’errore di saltarlo perché hanno sentito dire che è “più corto”. Ma da percorso introduttivo funziona benissimo: è compatto, cinematografico e tiene viva la continuità.

3) Resident Evil 4 Remake è il terzo passo perfetto

Dopo il dittico di Raccoon City, Resident Evil 4 Remake è il passaggio ideale. La pagina ufficiale Capcom lo descrive chiaramente come remake dell’originale del 2005, reimmaginato per il 2023, e spiega che la storia si svolge sei anni dopo il disastro biologico di Raccoon City, con Leon ormai agente governativo mandato a salvare la figlia del presidente.

Questo è importantissimo per l’ordine consigliato. Se hai già giocato RE2 Remake, Leon non è più “un tizio qualunque”: è qualcuno che hai visto nascere nel caos. Vederlo trasformato in un protagonista più duro, più esperto e più ironico ha molto più impatto.

Inoltre RE4 Remake ti insegna la seconda grande anima della saga: quella più action, tesa ma anche adrenalinica. Non perdi il senso di pericolo, ma lo vivi in modo diverso. I combattimenti diventano più aggressivi, il ritmo cambia, l’inventario resta centrale ma tutto è più dinamico.

A questo punto hai già capito due cose fondamentali:

  • cos’è Resident Evil quando vuole metterti all’angolo;
  • cos’è Resident Evil quando vuole spingerti a reagire.

Ed è proprio questa doppia natura che rende la saga così longeva.

4) Resident Evil 7 biohazard è la grande svolta, da giocare dopo

Una volta completato il percorso RE2 Remake → RE3 Remake → RE4 Remake, puoi tranquillamente passare a Resident Evil 7 biohazard. Qui la serie cambia pelle. La pagina ufficiale italiana mette al centro la visuale in prima persona come strumento per aumentare l’immersione nell’orrore, mentre Capcom nel materiale sullo sviluppo del RE Engine ricorda che Resident Evil 7 è stato pubblicato nel 2017.

Perché non lo metto come primo gioco, allora?

Perché RE7 è eccellente, ma rappresenta una “seconda porta d’ingresso”, non la migliore in assoluto. Se inizi da lì, rischi di associare Resident Evil quasi solo al filone in prima persona e a un’ambientazione molto diversa dal cuore storico della serie. Se invece ci arrivi dopo i remake, capisci che RE7 non cancella Resident Evil: lo reinventa.

Ed è proprio qui che il gioco diventa ancora più bello. Perché puoi apprezzare la sua cattiveria lenta, il senso di sporcizia, l’isolamento, la casa dei Baker e quella sensazione di essere intrappolato in un incubo domestico che non somiglia a Raccoon City, ma ne conserva la filosofia: poca sicurezza, poche risorse, tanta pressione.

5) Resident Evil Village va giocato subito dopo RE7

Su questo non ci sono molti dubbi: Resident Evil Village va giocato immediatamente dopo RE7. La pagina ufficiale di Capcom lo presenta come “l’ottavo capitolo principale” della serie, mentre il riepilogo corporate lo definisce esplicitamente “un sequel del settimo episodio”.

Qui il motivo è narrativo, prima ancora che ludico. Ethan Winters funziona molto meglio se la sua storia la vivi in continuità. Separare RE7 e Village con troppi altri giochi in mezzo significa spezzare un arco che, al contrario, rende al massimo quando resta compatto.

Village, inoltre, è utilissimo nel percorso del nuovo giocatore perché fonde anime diverse della saga: ha il gusto del survival horror, ma anche una spettacolarità più spinta; ha aree che ricordano il terrore puro, ma anche momenti che strizzano l’occhio all’azione e al gothic horror.

In altre parole, dopo Village hai in testa una mappa quasi completa di cosa Resident Evil possa essere.

6) Solo adesso ha senso tornare alle origini con Resident Evil HD Remaster

Ecco il punto che spesso divide i fan: Resident Evil HD Remaster è un capolavoro, ma non è sempre il miglior primo capitolo per chi entra oggi nella saga.

Capcom continua a trattarlo come il cuore della serie, e nelle pagine ufficiali dedicate ai 30 anni ribadisce che tutto è iniziato lì, nel 1996, con la fuga dalla villa ai margini di Raccoon City.

Allora perché non farlo per primo?

Perché per molti giocatori moderni è un ingresso troppo duro. Inquadrature fisse, ritmo più lento, maggiore rigidità, struttura più “labirintica”: se non hai già capito quanto Resident Evil sappia ripagarti, c’è il rischio di mollarlo troppo presto.

Dopo i remake, invece, sei pronto. Sai leggere i suoi enigmi. Sai perché l’inventario conta. Sai che il backtracking non è un difetto ma una parte della tensione. Sai anche riconoscere personaggi e riferimenti con più entusiasmo.

A quel punto Resident Evil HD Remaster non diventa un ostacolo. Diventa un viaggio alle radici.

7) Resident Evil 0 HD Remaster è meglio come recupero, non come esordio

Capcom descrive ufficialmente Resident Evil 0 come la storia degli eventi avvenuti alla vigilia del Mansion Incident del primo Resident Evil. In sostanza, è un prequel diretto.

Ed è proprio questo il motivo per cui tanti pensano di dover partire da lì. In teoria sembra logico. In pratica, quasi mai è la scelta migliore.

Resident Evil 0 è molto meno accogliente per un principiante. Ha meccaniche che possono irritare, come la gestione degli oggetti a terra e la struttura a personaggi alternati, e in generale risulta più ruvido del remake del primo capitolo. Se lo giochi troppo presto, rischi di percepire Resident Evil come più scomodo di quanto in realtà sia.

Dopo aver completato RE1 HD Remaster, invece, RE0 acquista più senso. Lo leggi come espansione dell’origine, non come porta d’ingresso. È una differenza enorme. Non stai più cercando il tuo primo amore con la saga: stai approfondendo un mondo che ti ha già conquistato.

8) Revelations, Resident Evil 5, Revelations 2 e Resident Evil 6 sono il blocco “di approfondimento”

Una volta arrivato qui, puoi passare al blocco intermedio e più irregolare della saga. Qui io consiglio questo ordine:

  1. Resident Evil Revelations
  2. Resident Evil 5
  3. Resident Evil Revelations 2
  4. Resident Evil 6

Capcom ricorda che il primo Revelations è nato nel 2012, mentre Revelations 2 viene presentato come il secondo capitolo di quella linea.

Perché inserirli così?

Perché Revelations funziona bene come ponte tra l’horror più classico e la spettacolarità dei capitoli numerati del periodo action. Resident Evil 5, invece, va giocato quando hai già un certo affetto per il mondo della serie, perché è più orientato al combattimento e al co-op. Resident Evil 6, infine, è un gioco che consiglio solo quando hai voglia di vedere quanto Resident Evil si sia spinto verso il blockbuster globale. Capcom lo descrive nel riepilogo ufficiale come un’esperienza di bioterrorismo su scala mondiale raccontata attraverso quattro storie autonome.

Detto in modo più diretto: non sono i capitoli con cui mi giocherei la prima impressione sulla saga. Ma una volta dentro, hanno molto più senso.

Perché non conviene iniziare da alcuni capitoli

Non partire da Resident Evil 0

Anche se cronologicamente è il prequel, ludicamente non è il più gentile. Ti chiede già di conoscere e accettare un certo tipo di design.

Non partire da Resident Evil 5 o 6

Se inizi da qui, potresti pensare che Resident Evil sia soprattutto uno shooter action con mostri. Non sarebbe una fotografia corretta della saga.

Non partire da Resident Evil Village

Village è fantastico, ma come primo contatto rischia di toglierti il peso emotivo di RE7 e di trasformare un arco narrativo molto bello in un ingresso un po’ disallineato.

Non partire da Resident Evil Requiem

Resident Evil Requiem è oggi il nono capitolo principale della serie e Capcom lo presenta come nuova tappa centrale dell’universo Resident Evil. Proprio per questo non lo consiglierei come primo episodio: i capitoli più nuovi, specie quelli che dialogano con il peso storico di Raccoon City e con i temi classici della saga, di solito danno il meglio quando arrivi preparato.

Ordine cronologico della storia di Resident Evil

Se sei uno di quelli che vogliono vedere gli eventi “nell’ordine della timeline”, allora il percorso cambia. In quel caso, una versione sensata e semplificata è questa:

  1. Resident Evil 0
  2. Resident Evil HD Remaster
  3. Resident Evil 2 Remake
  4. Resident Evil 3 Remake
  5. Resident Evil Code: Veronica / Code: Veronica X
  6. Resident Evil 4 Remake
  7. Resident Evil Revelations
  8. Resident Evil 5
  9. Resident Evil Revelations 2
  10. Resident Evil 6
  11. Resident Evil 7 biohazard
  12. Resident Evil Village
  13. Resident Evil Requiem

Code: Veronica merita una nota a parte. Capcom lo ha trattato negli anni come snodo importante della serie: esiste una pagina prodotto ufficiale per Code: Veronica e nei dati aziendali compare anche Code: Veronica X. Per tanti fan è il vero “ponte” che collega l’epoca classica a quella successiva.

Però attenzione: l’ordine cronologico non è l’ordine migliore per tutti. È l’ordine migliore per chi mette la lore al primo posto e accetta di sacrificare un po’ di accessibilità.

Ordine di uscita semplificato

Se invece vuoi capire come è evoluta Resident Evil nel tempo, puoi seguire una versione semplificata dell’ordine di uscita:

  1. Resident Evil
  2. Resident Evil 2
  3. Resident Evil 3
  4. Resident Evil 0
  5. Resident Evil 4
  6. Resident Evil 5
  7. Resident Evil 6
  8. Resident Evil 7 biohazard
  9. Resident Evil 2 Remake
  10. Resident Evil 3 Remake
  11. Resident Evil Village
  12. Resident Evil 4 Remake
  13. Resident Evil Requiem

Questa sequenza riflette bene le grandi fasi che Capcom ha evidenziato anche nella ricostruzione ufficiale della saga: origine del survival horror, transizione all’azione, rilancio con RE7 e consacrazione del ciclo remake moderno.

È un percorso affascinante, ma lo consiglierei più a chi ama la storia del medium che al neofita puro.

Percorso breve per chi ha poco tempo

Non tutti vogliono giocare dodici capitoli. E va benissimo così. Se vuoi un percorso essenziale, ti consiglio uno di questi tre.

Percorso breve migliore in assoluto

Resident Evil 2 Remake → Resident Evil 4 Remake → Resident Evil 7

Ti dà il meglio del vecchio spirito, dell’evoluzione action e del rilancio horror moderno.

Percorso “solo paura”

Resident Evil 2 Remake → Resident Evil 7 → Resident Evil Village

Qui il focus è più sul terrore e meno sulla completezza storica.

Percorso “voglio capire Leon”

Resident Evil 2 Remake → Resident Evil 4 Remake → Resident Evil Requiem
Questo lo consiglio solo a chi poi intende recuperare il resto. RE4, secondo la pagina ufficiale, segue Leon sei anni dopo Raccoon City; partire da RE2 e poi passare a RE4 resta il modo più pulito per costruire il suo arco in epoca moderna.

Il percorso ideale in base al tuo stile di giocatore

Se ami i giochi moderni e non sopporti il retro

Vai con: RE2 Remake → RE3 Remake → RE4 Remake → RE7 → Village

Se vuoi la lore completa

Vai con l’ordine cronologico e recupera anche Code: Veronica

Se vuoi il miglior mix tra qualità e accessibilità

Resta sul percorso principale che ho proposto all’inizio: è il più bilanciato.

Se sei un fan dell’horror più puro

Metti in priorità RE2 Remake, RE7 e RE1 HD Remaster

Se ti interessa soprattutto l’azione

Dopo RE2 Remake puoi passare più rapidamente a RE4 Remake, poi RE5 e solo dopo tornare ai classici.

Il consiglio Bazaverse per chi entra ora in Resident Evil

Se stai iniziando adesso Resident Evil e vuoi restare immerso nell’atmosfera della saga anche fuori dalla console, su Bazaverse trovi già una base molto utile: c’è una raccolta dedicata alle guide Resident Evil, una sezione specifica sulla soluzione completa di Resident Evil Requiem, articoli a tema horror nel blog games news e una categoria dedicata ai Poster Game Cartacei per chi vuole dare alla propria gaming room un’estetica più dark e da vero fan del survival horror. Le ricerche sul sito mostrano infatti sia pagine dedicate alle guide Resident Evil e a Resident Evil Requiem, sia articoli sui migliori videogiochi horror e categorie prodotto per poster videoludici e artwork.

Il bello di Bazaverse, in questo caso, è che non ti propone solo l’ennesimo contenuto freddo e impersonale. Ti dà un ecosistema nerd più completo: guide pratiche, approfondimenti e prodotti in tema da collezionare o usare per personalizzare il tuo spazio. Se stai entrando nel mondo Resident Evil nel 2026, questa è una combinazione molto comoda: giochi, ti informi, approfondisci e nel frattempo costruisci anche il tuo angolo horror personale su Bazaverse.com.

Conclusione: l’ordine migliore per iniziare davvero Resident Evil

Se vuoi una risposta definitiva, eccola: oggi l’ordine migliore per iniziare Resident Evil è partire da Resident Evil 2 Remake, continuare con Resident Evil 3 Remake, proseguire con Resident Evil 4 Remake, poi passare a Resident Evil 7 e Resident Evil Village, e solo dopo recuperare i capitoli classici e quelli più divisivi.

È l’ordine che ti fa amare la saga prima di chiederti pazienza.
È l’ordine che valorizza Leon, Raccoon City, la svolta moderna e il ritorno all’horror.
È l’ordine che riduce il rischio di partire da un capitolo sbagliato e pensare: “Forse Resident Evil non fa per me”.

In realtà, per la maggior parte dei giocatori, Resident Evil fa eccome. Bisogna solo entrare dalla porta giusta.

E oggi, quella porta si chiama soprattutto Resident Evil 2 Remake.

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