Indice
- Perché l’ordine di Resident Evil confonde così tanto
- La risposta veloce: l’ordine migliore senza perdersi
- Ordine cronologico della storia di Resident Evil
- Ordine consigliato per chi inizia oggi
- Ordine essenziale per chi ha poco tempo
- Giochi principali spiegati uno per uno
- Remake o originali: quale versione conviene giocare
- Gli spin-off davvero utili e quelli facoltativi
- Dove si colloca Resident Evil Requiem
- Dove continuare su Bazaverse
- Conclusione
Capire in che ordine giocare i giochi di Resident Evil è meno immediato di quanto sembri, perché la serie ha più anime insieme: capitoli classici, remake moderni, episodi paralleli come Revelations, spin-off legati a Raccoon City e, oggi, anche un nuovo punto di arrivo rappresentato da Resident Evil Requiem, pubblicato il 27 febbraio 2026 come ultimo capitolo della saga.
La buona notizia è che non serve complicarsi la vita. Esiste un ordine cronologico della storia, esiste un ordine consigliato per chi vuole iniziare oggi, ed esiste anche un percorso essenziale per chi vuole godersi solo i capitoli più importanti. Il vero trucco è capire che “ordine cronologico” e “ordine migliore da giocare” non coincidono sempre, soprattutto perché Resident Evil 0 viene prima nella timeline, ma non è quasi mai il miglior primo gioco per un nuovo giocatore.
Perché l’ordine di Resident Evil confonde così tanto
Resident Evil è una saga che vive di incastri. La storia parte con gli eventi del luglio 1998, passa per la tragedia di Raccoon City tra settembre e ottobre dello stesso anno, si allarga con Code: Veronica a dicembre 1998, poi evolve nel filone internazionale del bioterrorismo, attraversa l’era BSAA con Revelations, Resident Evil 5 e Resident Evil 6, e infine cambia pelle con Ethan Winters in Resident Evil 7 e Resident Evil Village. A tutto questo si aggiungono remake, episodi opzionali e cronologie che si sovrappongono.
Il punto che manda in confusione molti giocatori è questo: la saga non va affrontata tutta allo stesso modo. Se vuoi seguire gli eventi in ordine narrativo, un percorso esiste. Se invece vuoi l’esperienza migliore pad alla mano, alcune scelte cambiano. Il caso più evidente è proprio Resident Evil 0: cronologicamente è il primo tassello, ma come difficoltà, gestione dell’inventario e peso dei riferimenti funziona molto meglio dopo aver già conosciuto il primo Resident Evil.
La risposta veloce: l’ordine migliore senza perdersi
Se vuoi una risposta immediata, eccola qui.
Ordine cronologico della storia
- Resident Evil 0
- Resident Evil / Resident Evil HD Remaster
- Resident Evil 2
- Resident Evil 3
- Resident Evil: Code Veronica
- Resident Evil 4
- Resident Evil: Revelations
- Resident Evil 5
- Resident Evil: Revelations 2
- Resident Evil 6
- Resident Evil 7: Biohazard
- Resident Evil Village
- Resident Evil Village: Shadows of Rose
- Resident Evil Requiem
Questo è l’ordine più lineare se vuoi seguire il racconto interno della saga, tenendo conto che Resident Evil 2 e Resident Evil 3 si sovrappongono parzialmente durante la crisi di Raccoon City e che Revelations si colloca nel 2005 tra Resident Evil 4 e Resident Evil 5, mentre Revelations 2 si svolge nel 2011 prima di Resident Evil 6. Village continua la storia di Ethan Winters dopo Resident Evil 7, e il DLC Shadows of Rose è ambientato sedici anni dopo Village. Requiem, invece, va tenuto per ultimo perché è il capitolo più recente pubblicato.
Ordine consigliato per chi inizia oggi
- Resident Evil HD Remaster
- Resident Evil 0
- Resident Evil 2 Remake
- Resident Evil 3 Remake
- Resident Evil: Code Veronica X
- Resident Evil 4 Remake
- Resident Evil: Revelations
- Resident Evil 5
- Resident Evil: Revelations 2
- Resident Evil 6
- Resident Evil 7: Biohazard
- Resident Evil Village
- Shadows of Rose
- Resident Evil Requiem
Questo è l’ordine che consiglio davvero alla maggior parte delle persone. Parti da Resident Evil HD Remaster perché ti fa capire l’anima della serie, recuperi poi Resident Evil 0 come prequel, affronti Raccoon City con i remake moderni, non salti Code Veronica perché è narrativamente importantissimo, poi prosegui verso la parte più action e arrivi all’era moderna di Ethan Winters fino a Requiem. È un percorso più comodo, più leggibile e più facile da sostenere oggi. La presenza dei remake è una scelta pratica: coprono i grandi snodi di Resident Evil 2, 3 e 4 con una giocabilità molto più accessibile per il pubblico contemporaneo.
Ordine essenziale per chi ha poco tempo
- Resident Evil HD Remaster
- Resident Evil 2 Remake
- Resident Evil 4 Remake
- Resident Evil 7: Biohazard
- Resident Evil Village
- Resident Evil Requiem
Questo mini-percorso è perfetto per chi vuole capire Resident Evil senza affrontare subito ogni singolo capitolo. Dentro ci sono la villa Spencer, Raccoon City, il salto d’identità di Resident Evil 4, la rinascita horror di Resident Evil 7, la prosecuzione con Village e l’approdo all’ultimo capitolo disponibile, Requiem. Poi, se ti innamori della saga, torni indietro per 0, Code Veronica, Revelations, 5 e 6.
Ordine cronologico della storia di Resident Evil
Resident Evil 0
Resident Evil 0 è il primo capitolo nella timeline interna della saga e si colloca il 23 luglio 1998, poco prima del Mansion Incident. Segue Rebecca Chambers e Billy Coen e mostra le radici dell’incubo nelle Arklay Mountains, chiarendo diversi retroscena legati a Umbrella e a ciò che esploderà subito dopo nel primo Resident Evil. Ufficialmente, la pagina storica di Capcom colloca proprio Resident Evil 0 al 23 luglio 1998.
È un gioco importante, ma non sempre ideale come primo contatto. Ti spiega parecchio del passato della saga, ma lo fa con un sistema duro, inventario condiviso a terra e un ritmo meno accogliente di altri capitoli. Per questo, anche se cronologicamente viene prima, spesso rende di più dopo aver giocato almeno il primo Resident Evil.
Resident Evil / Resident Evil HD Remaster
Subito dopo arriva il Mansion Incident, il cuore originario di tutto il franchise. È l’episodio che definisce davvero Resident Evil: villa isolata, atmosfera da horror puro, documenti da leggere, chiavi, backtracking, gestione delle munizioni e la sensazione costante di essere fragile. Anche quando oggi si consiglia la serie a un nuovo giocatore, il punto d’inizio più sensato resta spesso proprio qui.
Se vuoi giocarlo nel modo migliore oggi, la scelta naturale è Resident Evil HD Remaster. Mantiene la struttura classica, ma è molto più facile da recuperare rispetto all’originale del 1996. E soprattutto ti fa capire subito che Resident Evil non nasce come semplice sparatutto con zombie, ma come survival horror fatto di tensione, spazi chiusi e memoria del livello.
Resident Evil 2 e Resident Evil 3
Qui bisogna fare attenzione, perché Resident Evil 2 e Resident Evil 3 non stanno uno dopo l’altro in modo pulito: si intrecciano. La crisi di Raccoon City si sviluppa tra il 23 settembre e il 1 ottobre 1998, e i due giochi coprono porzioni parzialmente sovrapposte dello stesso disastro. La timeline di riferimento del fandom dedicata alla serie e la pagina sugli eventi collocano proprio in quel periodo l’intero collasso di Raccoon City.
Se però stai leggendo questa guida per giocare bene, la sequenza più semplice resta Resident Evil 2 e poi Resident Evil 3. Inizi con Leon e Claire, vivi il cuore del disastro urbano, e solo dopo segui Jill Valentine nel suo confronto con Nemesis. Anche se, internamente, Resident Evil 3 comincia leggermente prima di Resident Evil 2, come esperienza complessiva conviene quasi sempre affrontarlo dopo.
Oggi, per quasi tutti i giocatori, la strada più pratica è Resident Evil 2 Remake seguito da Resident Evil 3 Remake. Non sostituiscono ogni sfumatura degli originali per i puristi, ma raccontano gli eventi centrali di Raccoon City con un linguaggio molto più immediato per chi arriva ora nella saga. La pagina storica ufficiale di Capcom identifica Resident Evil 2 Remake come versione remake del capitolo del 1998, ed è abbastanza per considerarlo, sul piano pratico, il modo più accessibile di vivere quel pezzo di storia.
Resident Evil: Code Veronica
Dopo Raccoon City, il capitolo da non saltare è Code Veronica. Troppa gente lo tratta come spin-off, ma in realtà è uno degli episodi più importanti dell’intera saga classica. Gli eventi di Rockfort Island e dell’Antartide si collocano il 27 e 28 dicembre 1998 e portano avanti in modo pesante la storia di Claire, Chris e soprattutto il peso narrativo di Albert Wesker. La timeline ufficiale di Capcom colloca Code: Veronica nel dicembre 1998, mentre la pagina cronologica degli eventi distingue con precisione Rockfort Island e Antarctic outbreak negli ultimi giorni di quell’anno.
Se giochi Resident Evil in ordine e salti Code Veronica, più avanti sentirai dei vuoti. Non è il capitolo più comodo da recuperare oggi, e proprio per questo molti lo rimandano, ma a livello di storia conta tantissimo. È il ponte vero tra l’era Umbrella classica e ciò che arriverà dopo.
Resident Evil 4
Resident Evil 4 è il grande punto di svolta. Dopo la caduta di Umbrella, la saga cambia pelle: meno villa e corridoi, più villaggio, culto, ritmo serrato, telecamera rivoluzionaria e Leon S. Kennedy ormai trasformato in agente governativo. È il momento in cui Resident Evil smette di essere solo la saga di Raccoon City e diventa qualcosa di molto più vasto.
Anche qui, nel 2026, la scelta più comoda per moltissimi giocatori è Resident Evil 4 Remake. L’originale resta storico e fondamentale, ma il remake moderno è una porta d’ingresso eccellente e si incastra bene in una maratona contemporanea. Se vuoi fare un percorso “pulito” oggi, va benissimo usarlo come tappa centrale della tua progressione.
Resident Evil: Revelations
Resident Evil: Revelations è uno dei capitoli più utili da recuperare se vuoi capire bene la transizione tra l’epoca classica e il Resident Evil più militare. Si svolge nel 2005, tra Resident Evil 4 e Resident Evil 5, e mette al centro Jill Valentine, Chris Redfield e la nascita del BSAA come forza davvero centrale nell’universo della serie. Le pagine dedicate a Revelations lo collocano chiaramente nel 2005 tra gli eventi di RE4 e RE5.
Non è obbligatorio come lo sono RE1, RE2, RE4 o RE7, ma è molto più importante di quanto spesso si dica. Ti prepara al tono di Resident Evil 5, ti dà più contesto sul bioterrorismo e conserva ancora una buona dose di esplorazione e tensione. Per chi vuole una guida completa e non solo una lista minima, Revelations merita di stare dentro.
Resident Evil 5
Resident Evil 5 segna il momento in cui la serie abbraccia con forza l’azione cooperativa e la guerra globale alle bioarmi. Chris Redfield diventa il perno del racconto, il BSAA acquista peso totale e alcuni nodi storici della saga trovano qui una chiusura molto importante. Anche se il tono è molto più action rispetto alle origini, a livello di trama resta un capitolo grosso, impossibile da ignorare.
Se ami più l’horror puro che l’azione, è uno dei giochi che potresti sentire più lontano. Ma se lo salti, perdi una parte enorme dell’arco di Chris e di tutta la trasformazione della serie nel suo filone anti-bioterrorismo. Per questo, in una maratona completa, va tenuto al suo posto.
Resident Evil: Revelations 2
Revelations 2 si svolge nel 2011, quindi tra Resident Evil 5 e Resident Evil 6. Riporta in campo Claire Redfield, poi Barry Burton, e costruisce un tono più cupo, più sporco e più vicino all’horror rispetto a Resident Evil 6. La pagina dedicata a Revelations 2 colloca chiaramente l’attacco al quartier generale TerraSave nel 2011.
Se il primo Revelations serve a collegare RE4 e RE5, il secondo serve a dare respiro a un tratto della saga che altrimenti rischierebbe di sembrare troppo sbilanciato verso l’azione. Non è essenziale quanto Code Veronica, ma è uno di quei giochi che migliorano la percezione complessiva del franchise.
Resident Evil 6
Resident Evil 6 è l’apice della fase colossal della serie. Campagne multiple, personaggi storici, scala gigantesca, bioterrorismo globale, tono da blockbuster quasi totale. Per alcuni è il punto di rottura della saga classica, per altri è un guilty pleasure enorme. In ogni caso, sul piano cronologico viene dopo Revelations 2 e prima di Resident Evil 7.
Il suo ruolo in una maratona è semplice: va giocato per chiudere l’era “globale” di Resident Evil. Poi il franchise cambia tutto, si restringe, rallenta, torna alla paura ravvicinata e rinasce con Ethan Winters. Senza passare da RE6, quel cambio di tono è meno percepibile.
Resident Evil 7: Biohazard
Resident Evil 7 è la seconda grande rifondazione della saga dopo Resident Evil 4. Capcom lo presenta come la storia di Ethan Winters, arrivato in Louisiana alla ricerca di Mia, dentro la casa dei Baker. Qui Resident Evil torna alla paura, agli spazi stretti, all’angoscia, alla vulnerabilità. Non è un semplice sequel: è un reset controllato dell’identità del franchise.
Per chi entra oggi in Resident Evil solo per respirarne il lato più horror, questo è uno dei punti d’ingresso migliori in assoluto. Ma nella cronologia generale va tenuto dopo RE6, perché segna il passaggio netto verso una nuova fase narrativa.
Resident Evil Village
Resident Evil Village continua esplicitamente la storia di Ethan Winters “pochi anni dopo” gli eventi di Resident Evil 7, come indicano le pagine ufficiali di Capcom dedicate al gioco e alla Gold Edition. È la naturale prosecuzione di quel nuovo ciclo, ma lo fa allargando il respiro: villaggio, castello, folklore, mutazioni, Chris Redfield di nuovo più presente e una dimensione narrativa molto più grande.
Village è importante perché unisce due anime. Da un lato mantiene l’immedesimazione di RE7, dall’altro recupera una spettacolarità più ampia, quasi da fiaba gotica degenerata. Se RE7 è la rinascita horror, Village è la conferma che la nuova formula può essere anche ricca, varia e ambiziosa.
Shadows of Rose
Il DLC Shadows of Rose va giocato dopo Village senza eccezioni. Le fonti ufficiali Capcom lo collocano sedici anni dopo gli eventi di Resident Evil Village e seguono Rosemary Winters ormai cresciuta. Questo lo rende sia un epilogo sia una coda importantissima del ciclo di Ethan.
Non è un semplice extra messo lì per allungare la vita del gioco. In una maratona completa ha senso trattarlo come l’ultimo tassello dell’era Village, prima di passare oltre. Saltarlo significa lasciare incompleto un pezzo importante del percorso dei Winters.
Resident Evil Requiem
Resident Evil Requiem è il più recente capitolo della serie, annunciato da Capcom come latest title in the Resident Evil series e pubblicato il 27 febbraio 2026. Proprio per questo, anche senza entrare nei dettagli della sua timeline interna, il posto più naturale dove giocarlo è alla fine del percorso, dopo aver completato almeno il blocco Village e Shadows of Rose.
In una guida come questa ha senso trattarlo come il punto d’arrivo contemporaneo della saga. È il gioco con cui chiudi la maratona e poi, semmai, approfondisci tutto il materiale collaterale. Se parti da qui senza contesto puoi divertirti lo stesso, ma perderai molto del peso emotivo e storico che Resident Evil si porta dietro.
Ordine consigliato per chi inizia oggi
Se non hai mai giocato Resident Evil, il miglior compromesso non è l’ordine cronologico puro ma questo: Resident Evil HD Remaster, Resident Evil 0, Resident Evil 2 Remake, Resident Evil 3 Remake, Code Veronica X, Resident Evil 4 Remake, Revelations, Resident Evil 5, Revelations 2, Resident Evil 6, Resident Evil 7, Village, Shadows of Rose, Requiem. Questo ordine ti permette di capire la saga senza partire dal capitolo più ostico e, allo stesso tempo, senza saltare i nodi narrativi davvero grossi.
Il motivo per cui funziona bene è semplice. Parti da ciò che definisce Resident Evil, non da ciò che lo anticipa. Vivi Raccoon City con i remake, che oggi sono molto più accessibili. Non fai l’errore di ignorare Code Veronica. Entri nella fase action sapendo perché la serie è cambiata. Poi arrivi all’era moderna, quella di Ethan, quando hai già in testa il peso di tutti i fantasmi precedenti. È un ordine che rispetta la storia ma anche la giocabilità.
Remake o originali: quale versione conviene giocare
Questa è la domanda che fanno tutti. La risposta più onesta è: dipende da quanto sei disposto a tollerare la vecchia scuola. Se vuoi la maratona più filologica possibile, allora originali e remake andrebbero trattati come esperienze separate. Se invece vuoi giocare Resident Evil nel modo più comodo e coerente oggi, i remake di Resident Evil 2, Resident Evil 3 e Resident Evil 4 funzionano benissimo come versioni principali da mettere nel tuo percorso. La stessa cronologia storica ufficiale di Capcom presenta Resident Evil 2 Remake come remake del gioco del 1998, mentre il fandom distingue anche una remake timeline dedicata ai titoli moderni.
La soluzione pratica, quindi, è questa: usa Resident Evil HD Remaster come riferimento per il primo capitolo, gioca RE2 Remake e RE3 Remake per Raccoon City, scegli RE4 Remake come porta d’accesso a Leon post-Raccoon, ma tieni sempre a mente che gli originali conservano valore storico e tono diverso. Non devi per forza giocare due volte gli stessi incidenti per capire la saga. Puoi farlo in seguito, quando ti innamori davvero del franchise.
Gli spin-off davvero utili e quelli facoltativi
Se vuoi una guida completa sul serio, devi sapere anche cosa puoi saltare senza rompere la saga. I più utili sono i due Revelations, perché si inseriscono bene nella timeline principale e aggiungono contesto vero. Molto interessanti, ma più facoltativi per la maggior parte dei giocatori, sono Resident Evil Outbreak e Outbreak File #2, che si svolgono durante il Raccoon City Destruction Incident, e poi i rail shooter come The Umbrella Chronicles e The Darkside Chronicles, utili per retelling e capitoli aggiuntivi ma non indispensabili in una prima maratona. La timeline by media del fandom colloca Outbreak pienamente dentro i giorni di Raccoon City e separa anche i capitoli Chronicles all’interno della continuità più ampia.
Più facilmente sacrificabili, invece, sono titoli come Dead Aim, Survivor e altri episodi minori, soprattutto se il tuo obiettivo è solo capire la saga principale senza disperderti. Possono avere fascino storico, ma non sono il cuore del brand. In una prima run lunga ma sana, la priorità resta: 0, 1, 2, 3, Code Veronica, 4, Revelations, 5, Revelations 2, 6, 7, Village, Shadows of Rose, Requiem. Il resto arriva dopo.
Dove si colloca Resident Evil Requiem
Dal punto di vista pratico, Resident Evil Requiem va trattato come l’ultima tappa del viaggio. Capcom lo ha presentato come latest title in the Resident Evil series e lo ha lanciato il 27 febbraio 2026; quindi, anche senza entrare in eventuali dettagli di trama, è il capitolo con cui chiudere una maratona moderna.
Questo vale ancora di più se vuoi godertelo senza perderti riferimenti, atmosfere e peso storico. Requiem non va pensato come un nuovo punto zero. Va visto come il presente di Resident Evil. Prima costruisci il passato della saga, poi arrivi qui. È il modo più soddisfacente per viverlo.
Dove continuare su Bazaverse
Se vuoi trasformare questa guida in un percorso pratico, su Bazaverse hai già diversi collegamenti interni utili per restare dentro l’universo Resident Evil. Puoi partire dal tag generale delle guide Resident Evil, poi usare l’hub di Resident Evil Requiem – Guida Completa in Italiano Walkthrought per raccogliere tutto in un solo posto, e scegliere subito la modalità più adatta con Resident Evil Requiem: quale difficoltà scegliere?. Bazaverse ha anche contenuti più specifici, come Resident Evil Requiem Orphanage Walkthrough e il tag guida step-by-step Resident Evil Requiem Leon, utili quando arrivi alla parte più recente della saga.
Il vantaggio di inserirli in questo articolo è chiaro: chi legge non trova solo una timeline teorica, ma anche un ponte diretto verso guide pratiche e approfondimenti già pronti. È il modo giusto per far vivere il brand Bazaverse come hub reale per chi ama Resident Evil, non solo come semplice sito dove leggere una lista di titoli.
Conclusione
La risposta finale a “in che ordine giocare i giochi di Resident Evil” è questa: se vuoi seguire la storia pura, vai con 0, 1, 2, 3, Code Veronica, 4, Revelations, 5, Revelations 2, 6, 7, Village, Shadows of Rose e Requiem. Se invece vuoi l’esperienza migliore per iniziare oggi, parti da Resident Evil HD Remaster, recupera poi 0, usa i remake moderni per 2, 3 e 4, non saltare Code Veronica e arriva all’era Winters solo dopo aver attraversato il grosso della saga.
Resident Evil è una serie che cambia molto nel tempo, ma proprio per questo merita un ordine pensato bene. Parti dalle fondamenta, non bruciare i passaggi importanti e non avere paura di alternare horror classico, remake moderni e capitoli più action. Se fai così, la saga non sembrerà un mucchio di giochi scollegati, ma una lunga trasformazione continua dell’orrore videoludico. Ed è proprio questo che la rende ancora oggi una delle serie più importanti di sempre.