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Indice

  • Perché l’ordine cronologico di Resident Evil crea sempre confusione
  • La risposta veloce: l’ordine giusto senza spoiler inutili
  • La saga live action di Alice in ordine cronologico
  • Resident Evil canonico vicino ai videogiochi: l’ordine delle opere CGI
  • Dove si colloca Resident Evil: Welcome to Raccoon City
  • Dove si colloca la serie Netflix Resident Evil
  • L’ordine migliore se vuoi vedere tutto senza confonderti
  • L’ordine migliore se ami soprattutto i giochi
  • Errori da evitare quando inizi la maratona
  • Perché Resident Evil resta una saga unica ancora oggi
  • Dove continuare su Bazaverse
  • Conclusione

Capire come vedere Resident Evil in ordine cronologico è più complicato di quanto sembri, perché sotto lo stesso marchio convivono più continuity diverse. Da una parte c’è la saga live action con Alice, composta da sei film; dall’altra ci sono i film e la miniserie CGI con Leon, Claire, Chris, Jill e Rebecca, che sono il ramo audiovisivo più vicino al mondo dei videogiochi; poi c’è il reboot cinematografico Resident Evil: Welcome to Raccoon City; infine c’è la serie live action Netflix del 2022, costruita su due linee temporali, una nel 2022 e una nel 2036.

Questa è la prima cosa da chiarire prima ancora di fare la lista dei titoli: non esiste un solo ordine cronologico perfetto per tutto Resident Evil, perché i vari adattamenti non raccontano tutti lo stesso universo. Chi prova a infilare ogni film, serie e CGI in un’unica fila lineare finisce quasi sempre per peggiorare la confusione. La vera guida completa, quindi, non è una semplice lista numerata: è un modo per dividere bene i rami narrativi e scegliere quello giusto in base a ciò che vuoi vedere davvero.

La risposta veloce: l’ordine giusto senza spoiler inutili

Se vuoi una risposta immediata, la più utile è questa.

Saga live action di Alice

  1. Resident Evil
  2. Resident Evil: Apocalypse
  3. Resident Evil: Extinction
  4. Resident Evil: Afterlife
  5. Resident Evil: Retribution
  6. Resident Evil: The Final Chapter

Ramo CGI più vicino al canone dei videogiochi

  1. Resident Evil: Degeneration
  2. Resident Evil: Infinite Darkness
  3. Resident Evil: Damnation
  4. Resident Evil: Vendetta
  5. Resident Evil: Death Island

Adattamenti separati da vedere da soli

  • Resident Evil: Welcome to Raccoon City
  • Resident Evil, serie Netflix del 2022

Questa divisione è già, da sola, la chiave per non sbagliare. Se vuoi il percorso più semplice e cinematografico, segui i sei film di Alice. Se vuoi il percorso più vicino all’immaginario classico dei giochi Capcom, scegli il blocco CGI. Se invece vuoi recuperare i reboot o le reinterpretazioni moderne, tieni da parte Welcome to Raccoon City e la serie Netflix come esperienze autonome.

La saga live action di Alice in ordine cronologico

La saga di Alice è il ramo più facile da seguire, perché qui l’ordine cronologico coincide sostanzialmente con quello dei film. Non ci sono salti temporali così estremi da spezzare la visione, non ci sono reboot nel mezzo, e il filo narrativo resta sempre quello della lotta di Alice contro Umbrella. Sony stessa raccoglie questi sei capitoli nella Ultimate Collection come un unico viaggio dall’inizio alla fine.

Resident Evil

Il primo Resident Evil è il punto di partenza obbligatorio della timeline Alice. Tutto nasce sotto Raccoon City, nell’Hive, dove il T-virus sfugge al controllo e scatena il disastro. È il film che imposta il tono della saga, introduce la Red Queen, l’idea di Umbrella come minaccia onnipresente e soprattutto Alice come personaggio originale creato per il cinema, distinta dai protagonisti canonici dei giochi.

Questo capitolo va visto per primo senza alcun dubbio, non solo perché è l’inizio ufficiale, ma perché definisce tutta la grammatica visiva e narrativa della saga live action: corridoi claustrofobici, laboratorio sotterraneo, esperimenti fuori controllo e l’idea di un’apocalisse che da incidente locale diventa una catastrofe globale. Se oggi pensi alla Resident Evil cinematografica “vecchia scuola”, quasi tutto nasce qui.

Resident Evil: Apocalypse

Apocalypse segue direttamente l’espansione dell’incubo a Raccoon City e rappresenta il vero allargamento di scala della saga. Se il primo film era ancora relativamente chiuso e più vicino a un horror d’assedio, il secondo esplode in città, aggiunge creature iconiche come il Nemesis e rende il mondo esterno una parte attiva del disastro. È il film in cui la saga comincia a diventare più action, senza però perdere del tutto il fascino da collasso urbano.

È anche il punto in cui molti fan si accorgono che i film con Alice non vogliono essere semplicemente la copia dei videogiochi. Piuttosto, pescano personaggi, mostri e idee dalla saga Capcom e li ricombinano in una continuity propria. Ed è proprio per questo che ha senso vederli come universo separato: funziona molto meglio così che cercare collegamenti forzati con Leon, Claire o la linea canonica dei giochi.

Resident Evil: Extinction

Con Extinction la saga cambia ancora pelle. Sony descrive questo capitolo come il viaggio dei sopravvissuti attraverso il deserto del Nevada, con la speranza di arrivare in Alaska. È il film che porta il franchise dentro un immaginario quasi post-apocalittico puro, più ampio, più sporco, più da road movie della fine del mondo che da survival horror urbano.

Per molti è anche il punto in cui la timeline Alice si distingue definitivamente dai giochi. Non si ragiona più soltanto in termini di incidenti biochimici o singole città infette: qui il mondo sembra già divorato. Proprio per questo Extinction va visto subito dopo Apocalypse. È la naturale estensione del collasso, il momento in cui capisci che la saga non vuole più raccontare solo la caduta di Raccoon City, ma la sopravvivenza in un pianeta ormai spezzato.

Resident Evil: Afterlife

Afterlife prosegue la corsa di Alice in un mondo ormai devastato dal virus. Sony lo presenta come il quarto capitolo della saga, con Alice ancora impegnata a trovare superstiti e a guidarli verso una possibile salvezza mentre la guerra contro Umbrella raggiunge un nuovo livello.

A livello cronologico non crea grossi problemi: viene dopo Extinction e prima di Retribution. A livello di tono, invece, è importante perché spinge fortissimo sul lato spettacolare e action, rendendo Resident Evil sempre più una saga da blockbuster apocalittico. Se nei primi film l’horror aveva ancora un peso centrale, qui la serie abbraccia con decisione il gusto per lo scontro largo, i set grandi e la fisicità estrema di Alice.

Resident Evil: Retribution

Retribution è uno dei film più particolari della saga Alice perché concentra gran parte dell’azione dentro la struttura di ricerca principale di Umbrella, con simulazioni urbane, ambienti artificiali e continui ribaltamenti percettivi. Sony lo descrive come la missione di Alice attraverso città e continenti ricostruiti all’interno della base Umbrella, mentre il genere umano è ormai vicino all’estinzione.

Dal punto di vista dell’ordine cronologico, però, è semplicissimo: va dopo Afterlife e prima del finale. Non conviene saltarlo, anche se è uno dei capitoli più divisivi, perché prepara direttamente il ritorno alla radice del conflitto nell’ultimo film. È anche il capitolo che più di altri mostra quanto questa saga sia diventata un laboratorio action-fantascientifico a sé stante, con regole e ritmo completamente suoi.

Resident Evil: The Final Chapter

The Final Chapter chiude il cerchio. Sony lo presenta come il ritorno di Alice all’Hive, a Raccoon City, per l’ultima resa dei conti contro Umbrella. Anche solo da questa descrizione si capisce perché sia il capitolo finale perfetto della timeline Alice: riporta la saga là dove tutto era cominciato.

Se stai cercando l’ordine cronologico dei film live action classici, dunque, non complicarti la vita: guarda questi sei film uno dopo l’altro. È il ramo più lineare dell’intero franchise audiovisivo. Non serve inventarsi ordini alternativi, e non serve infilarci in mezzo Welcome to Raccoon City o la serie Netflix. Quelli sono altri rami, altre idee, altre versioni di Resident Evil.

Resident Evil canonico vicino ai videogiochi: l’ordine delle opere CGI

Se sei il tipo di fan che quando sente Resident Evil pensa subito a Leon S. Kennedy, Claire Redfield, Chris Redfield, Jill Valentine, Rebecca Chambers e al canone Capcom, allora il blocco più interessante non è quello di Alice ma quello CGI. Questo ramo comprende film e miniserie animate che ruotano attorno agli stessi personaggi iconici dei giochi e, a differenza dei live action cinematografici classici, è quello che più si appoggia direttamente al mondo videoludico.

Resident Evil: Degeneration

Degeneration è il primo tassello da vedere. Sony lo presenta come il ritorno di Leon e Claire, già sopravvissuti alla tragedia di Raccoon City, sette anni dopo quegli eventi. L’ambientazione è l’aeroporto di Harvardville, travolto da un nuovo attacco zombie, e il film rimette immediatamente in campo due dei volti più amati del franchise. Sette anni dopo Raccoon City significa, di fatto, collocarlo nel 2005.

Questo è il vero punto di partenza se vuoi guardare Resident Evil “come si avvicina di più ai giochi” senza necessariamente rifarti tutta la timeline videoludica. Degeneration ha proprio quella sensazione da intercapedine narrativa tra un capitolo e l’altro, da storia collaterale ma coerente, che per i fan storici è spesso molto più gratificante delle versioni live action più libere.

Resident Evil: Infinite Darkness

Dopo Degeneration arriva Infinite Darkness. Capcom ha presentato ufficialmente la serie come un racconto in cui nel 2006 emergono accessi irregolari ai file segreti della Casa Bianca e Leon e Claire tornano a indagare su un nuovo incidente biologico; la serie ha debuttato su Netflix l’8 luglio 2021. Sony la descrive come una nuova riunione tra Leon e Claire, impegnati a scoprire il legame fra due outbreak in Paesi diversi e una minaccia capace di scuotere la nazione.

Dal punto di vista dell’ordine cronologico, Infinite Darkness va collocata dopo Degeneration e prima di Damnation. È un passaggio utile soprattutto perché tiene vivo il filo Leon/Claire e aiuta a vedere il ramo CGI come una saga vera, non solo come una raccolta sparsa di film. È anche la prova di quanto Capcom e i partner abbiano sempre considerato l’animazione 3D il contenitore ideale per espandere Resident Evil senza spezzarne troppo l’identità.

Resident Evil: Damnation

Damnation è il terzo passaggio del ramo CGI. Sony lo presenta come la missione di Leon in un piccolo Paese dell’Europa orientale, dove circolano voci sull’uso di B.O.W. in guerra. La pagina consultata e la scheda aperta riportano il film ambientato nel 2011, con Leon infiltrato nell’Eastern Slav Republic.

Qui il tono si fa più militare, più politico e più aggressivo. È un Resident Evil che ragiona meno sull’outbreak in senso classico e più sul bioterrorismo come arma di guerra, un tema che nei giochi moderni è diventato sempre più importante. Proprio per questo Damnation è fondamentale nell’ordine cronologico: segna il momento in cui il ramo CGI esce dal puro ricordo di Raccoon City e si sposta verso il Resident Evil globale, geopolitico e sporco delle operazioni speciali.

Resident Evil: Vendetta

Vendetta va visto subito dopo Damnation. Sony lo descrive come la missione di Chris Redfield, con l’aiuto di Leon S. Kennedy e Rebecca Chambers, per fermare un trafficante che vuole diffondere un nuovo virus letale. La scheda consultata colloca esplicitamente gli eventi nel 2014.

Questo film è importantissimo per due motivi. Primo: riunisce alcuni dei personaggi più forti del franchise in una formula quasi “all stars”. Secondo: porta Resident Evil ancora più vicino alla dimensione dell’azione biologica internazionale, senza perdere il gusto per mostri, mutazioni e tensione. È uno dei titoli che più fanno capire perché il ramo CGI sia, per molti fan, il vero ordine cronologico ideale da seguire quando si vuole restare vicini allo spirito dei giochi senza passare per adattamenti troppo lontani dal materiale originale.

Resident Evil: Death Island

L’ultimo tassello finora disponibile del ramo CGI è Death Island. Sony lo presenta come una storia ambientata tra San Francisco e Alcatraz, con Leon sulle tracce di uno scienziato rapito, Jill alle prese con un nuovo outbreak, Claire che indaga su creature mutate nella baia, e l’arrivo di Chris e Rebecca a unire i fili dell’indagine. La scheda aperta colloca il film nel 2015, diciassette anni dopo il 1998 di Raccoon City.

Se hai seguito il blocco CGI dall’inizio, Death Island è il payoff perfetto: cast corale, atmosfera da grande crossover, e un senso di continuità che fa sentire tutto più compatto. Non è solo l’ultimo in ordine cronologico: è anche il capitolo che più chiaramente comunica l’idea di “Resident Evil shared world” nella sua forma animata. Per chi vuole un ordine pulito e soddisfacente, questo blocco da Degeneration a Death Island è probabilmente la miglior maratona possibile legata al franchise.

Dove si colloca Resident Evil: Welcome to Raccoon City

Resident Evil: Welcome to Raccoon City non va messo né in mezzo ai film di Alice né in mezzo alle CGI. È un reboot cinematografico uscito nel 2021, pensato per ripartire da zero con una propria interpretazione del mondo di Resident Evil. Le fonti consultate lo identificano chiaramente come reboot del franchise live action.

La scelta migliore, quindi, è trattarlo come film standalone. Guardarlo da solo ha molto più senso che cercare di trasformarlo in prequel o sequel di qualcos’altro. Ha un suo cast, una sua atmosfera, un suo modo di rielaborare l’immaginario di Raccoon City, e funziona meglio se gli lasci lo spazio di essere ciò che è: una reinterpretazione, non un ponte obbligatorio.

Per molti fan è il film da vedere quando hai già chiaro cosa stai cercando. Se vuoi la saga action-apocalittica, scegli Alice. Se vuoi il canone vicino ai giochi, scegli le CGI. Se vuoi una versione reboot più concentrata sul mito di Raccoon City, allora Welcome to Raccoon City è il titolo giusto. Ma non va forzato in mezzo a linee temporali che non gli appartengono.

Dove si colloca la serie Netflix Resident Evil

La serie live action Resident Evil di Netflix è probabilmente l’elemento che manda più facilmente in tilt qualsiasi tentativo di lista unica. Tudum spiega chiaramente che la serie si muove su due timeline: una nel 2022 e una post-apocalittica nel 2036. Nella timeline 2022 seguiamo Jade e Billie Wesker a New Raccoon City; in quella 2036 vediamo un mondo devastato e una Jade adulta in fuga.

C’è però un dettaglio interessante: in un’intervista a Tudum, lo showrunner Andrew Dabb ha detto esplicitamente che la storia della serie è stata pensata per funzionare dentro la cronologia dei giochi, sottolineando che Raccoon City è esplosa nel 1998 e che la timeline “works”. Questo non significa che la serie si incastri in modo perfetto con tutto il resto che hai visto, ma spiega perché tanti fan la percepiscano come un caso strano, a metà tra adattamento libero e tentativo di dialogo con il canone videoludico.

Il consiglio pratico, comunque, resta semplice: guarda la serie Netflix come ramo a parte. Non inserirla nel blocco Alice, non usarla come seguito di Welcome to Raccoon City, e non interrompere la maratona CGI per metterla in mezzo. La sua struttura a doppia timeline, da sola, basta a renderla un’esperienza separata. Se la vedi come “versione Netflix di Resident Evil”, invece che come tassello obbligatorio di un’unica cronologia, la guardi con molta meno frustrazione.

L’ordine migliore se vuoi vedere tutto senza confonderti

A questo punto la domanda vera non è più “qual è l’ordine cronologico assoluto?”, ma “qual è l’ordine migliore per non confondersi?”. Ed è qui che la guida completa deve essere onesta: il modo migliore per vedere tutto non è mischiare tutto.

La strategia più intelligente è questa:

Primo blocco: saga Alice
Resident Evil → Apocalypse → Extinction → Afterlife → Retribution → The Final Chapter.

Secondo blocco: reboot cinematografico standalone
Resident Evil: Welcome to Raccoon City.

Terzo blocco: ramo CGI vicino ai giochi
Degeneration → Infinite Darkness → Damnation → Vendetta → Death Island.

Quarto blocco: serie Netflix
Resident Evil (2022), da vedere per ultima come esperienza separata.

Perché questo ordine funziona? Perché prima ti godi la saga più lineare, poi passi a un reboot autonomo, poi entri nel ramo più vicino al cuore dei videogiochi, e soltanto alla fine affronti la serie che più di tutte rimescola riferimenti, libertà adattative e timeline parallele. Non è un ordine “puramente cronologico” tra universi incompatibili, ma è il modo più pulito per vedere tutto senza fare casino nella testa. Ed è, in pratica, l’unico modo davvero utile di parlare di ordine cronologico in Resident Evil.

L’ordine migliore se ami soprattutto i giochi

Se invece sei un fan dei videogiochi e vuoi vedere soltanto ciò che si sente più vicino al Resident Evil di Capcom, la risposta è ancora più netta: inizia da Degeneration e vai avanti fino a Death Island. Questo è il ramo che ti restituisce davvero Leon, Claire, Chris, Jill e Rebecca nel loro habitat naturale, o comunque nel contenitore audiovisivo più vicino alla loro identità classica.

L’ordine ideale in questo caso è:

Resident Evil: Degeneration → Resident Evil: Infinite Darkness → Resident Evil: Damnation → Resident Evil: Vendetta → Resident Evil: Death Island.

È il percorso che consiglio a chi ha amato soprattutto Resident Evil 2, Resident Evil 4, Resident Evil 5, Resident Evil 6 e in generale il filone più “operativo” e bioterroristico della saga. Qui non hai la deviazione totale della timeline Alice, ma nemmeno il reboot isolato di Welcome to Raccoon City. Hai invece un blocco compatto, coerente e decisamente più leggibile per chi vive Resident Evil prima di tutto come universo videoludico.

Errori da evitare quando inizi la maratona

L’errore numero uno è pensare che tutti i Resident Evil filmati raccontino lo stesso mondo. Non è così. La saga di Alice ha una propria continuity; Welcome to Raccoon City è un reboot; la serie Netflix ha una struttura televisiva distinta; il blocco CGI è quello più vicino al canone dei personaggi dei giochi. Se non accetti questo punto all’inizio, ogni ordine ti sembrerà sbagliato.

L’errore numero due è provare a guardare Welcome to Raccoon City come se fosse il “film 7” dopo The Final Chapter. Non lo è. È un reset. L’errore numero tre è infilare la serie Netflix in mezzo ai film solo perché il nome è lo stesso. Non farlo. Le sue timeline 2022 e 2036 la rendono un blocco autonomo, non un capitolo ponte.

L’errore numero quattro è ignorare le CGI se ami davvero i giochi. Tantissimi spettatori guardano soltanto i live action e poi dicono che Resident Evil al cinema o in TV non ha mai trovato la sua forma ideale. In realtà il ramo animato è spesso il più vicino a ciò che tanti fan cercano: mostri, agenti governativi, bioarmi, personaggi canonici e quella sensazione da dossier sporco e missione impossibile che i giochi hanno coltivato per anni.

Perché Resident Evil resta una saga unica ancora oggi

Il motivo per cui questa domanda sull’ordine cronologico torna sempre è semplice: Resident Evil è uno dei pochi franchise capaci di sopravvivere a più traduzioni contemporaneamente. Ha avuto i giochi, i film action con Alice, i film CGI, i reboot, la serie Netflix, e continua comunque a restare riconoscibile. Cambiano i toni, cambiano le continuity, cambiano i protagonisti, ma restano sempre Umbrella, il contagio, la mutazione, il collasso della fiducia nella scienza e il fascino perverso del survival horror che si mescola con l’azione.

Ed è proprio questo a rendere utile una guida del genere. Non perché esista un ordine “giusto” in senso assoluto, ma perché Resident Evil è una saga talmente ricca e stratificata da avere bisogno di una mappa. Una volta capito dove finisce Alice e dove iniziano Leon, Claire, Chris o la versione Netflix, tutto diventa molto più chiaro. E soprattutto diventa più facile scegliere il ramo che parla davvero ai tuoi gusti. Non tutti cercano la stessa cosa in Resident Evil, e va benissimo così.

Dove continuare su Bazaverse

Se ami Resident Evil e vuoi restare dentro il lato più survival horror del franchise, su Bazaverse trovi già una base perfetta per continuare: c’è la sezione guide Resident Evil, il tag community Resident Evil e soprattutto il blocco dedicato a Resident Evil Requiem, con guide, difficoltà, puzzle, casseforti, build e consigli pratici per orientarti nel nuovo capitolo. È il modo migliore per passare dalla maratona di film e serie al cuore del brand, cioè il piacere di giocarlo davvero e capirne meccaniche, atmosfera e segreti.

Bazaverse funziona particolarmente bene per questo tipo di pubblico perché non si limita a “parlare di Resident Evil”, ma accompagna chi segue il franchise anche nella parte più concreta: walkthrough, consigli di difficoltà, codici, percorsi, soluzioni e contenuti collegati al mondo survival horror. Se per te Resident Evil non è solo da guardare ma anche da vivere, lì trovi un proseguimento naturale della guida che hai appena letto.

Conclusione

La risposta più corretta a “come vedere Resident Evil in ordine cronologico” è quindi questa: dividi la saga per continuity. Guarda i sei film di Alice in ordine lineare. Guarda le CGI in questo ordine: Degeneration, Infinite Darkness, Damnation, Vendetta, Death Island. Tieni Welcome to Raccoon City come reboot standalone. Tieni la serie Netflix come esperienza separata da affrontare per ultima o comunque fuori dagli altri blocchi.

È il metodo più chiaro, più pulito e più onesto. Non il più rigido, ma il più utile. E alla fine è proprio questo che serve a una guida completa: non farti perdere tempo in discussioni sterili, ma aiutarti a iniziare la visione nel modo migliore possibile, a seconda del tuo gusto. Se ami l’action apocalittica, parti da Alice. Se ami il canone dei giochi, vai subito sulle CGI. Se vuoi vedere tutte le facce di Resident Evil, segui i blocchi separati e goditi una saga che, nel bene e nel male, è sempre riuscita a reinventarsi senza smettere di essere se stessa.

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