Dopo aver salvato Ellen Pettrovich e aver finalmente ottenuto dal Dr. Pettrovich Madnar le informazioni decisive su Metal Gear, la missione di Solid Snake entra nella sua fase più delicata. Ormai sei vicino al cuore di Outer Heaven, ma proprio per questo il gioco cambia ancora tono: da questo momento in poi l’impressione è chiara, qualcuno sta passando informazioni al nemico e Snake comincia a essere atteso quasi a ogni passaggio. Questa sezione è importantissima perché prepara l’accesso ai piani più profondi del Building Three, introduce l’Oxygen Tank, porta a un nuovo boss fight e, soprattutto, alimenta il sospetto che dietro l’intera operazione ci sia un tradimento interno.
È una parte breve rispetto ad altre, ma molto intensa. Ti costringe a tornare in aree già visitate, attraversare di nuovo lo Scorpion Desert, evitare trappole, recuperare un oggetto indispensabile e affrontare Coward Duck, uno dei boss più particolari del gioco. Per mantenere il quadro completo della missione sempre chiaro, può esserti utile affiancare questa sezione alla guida completa in italiano di Metal Gear Solid, alla guida su Metal Gear: The Outer Heaven Incident, all’elenco degli oggetti di Metal Gear Solid e alla categoria Metal Gear Solid su Bazaverse.
Uscita dal primo piano e ritorno verso l’esterno
Una volta tornato al primo piano, ti ritrovi subito sotto attacco. Nella stanza con le casse ci sono due guardie che iniziano immediatamente a spararti. Eliminale rapidamente e lascia la stanza. L’area successiva è vuota, quindi puoi attraversarla senza problemi ed uscire dalla porta sul lato ovest.
Da qui devi risalire verso nord. Elimina le guardie presenti, poi entra in acqua e nuota fino al lato opposto della zona bassa. Raggiunta la parte asciutta, dirigiti a est. Nella schermata successiva continua verso nord finché non puoi più avanzare, poi torna sul terreno asciutto e scendi verso sud.
Qui trovi un’altra guardia: mettila fuori combattimento e vai verso ovest. Anche in questa schermata c’è un nemico da eliminare. Dopo averlo fatto, prosegui verso l’alto. Sul lato destro trovi una stanza apribile con la Card 6. Entraci e fai scorta di Plastic Explosives. È un recupero fondamentale, perché nelle prossime aree gli esplosivi tornano a essere indispensabili sia per aprire passaggi sia per affrontare il tratto finale della missione.
Dopo aver riempito l’inventario, torna al punto in cui eri riemerso dall’acqua e da lì vai verso nord.
Uscire da Building Two e attraversare lo Scorpion Desert
Usa la Card 7 per lasciare il Building Two. Appena fuori ti ritrovi nello Scorpion Desert, una delle aree più fastidiose della parte finale. Gli scorpioni si lanceranno subito verso Snake e, se riescono a pungerti, la barra della vita inizierà a scendere lentamente a causa del veleno. Qui l’Antidote diventa essenziale: tienilo pronto e usalo appena necessario per evitare di perdere energia inutilmente durante il tragitto.
Oltre all’Antidote, in questa zona è fondamentale equipaggiare il Compass. Lo Scorpion Desert non è un semplice percorso lineare pieno di nemici: è un’area pensata per confondere e punire chi si muove senza il giusto orientamento. Con il Compass attivo, invece, il passaggio diventa molto più chiaro e gestibile.
Prosegui quindi verso nord, schermata dopo schermata. Puoi scegliere se eliminare gli scorpioni o semplicemente correre oltre, a seconda della situazione e della tua energia residua. Se il veleno o i danni ti mettono in difficoltà, non esitare a usare una Ration. In questa fase ha più senso restare vivi e arrivare al prossimo punto chiave che conservare risorse inutilmente.
L’imboscata ai camion e il falso consiglio di Big Boss
Continuando a risalire nel deserto, arriverai infine a una schermata con dei camion e una porta. Qui scatta un’altra imboscata: diversi soldati usciranno dai mezzi per attaccarti. Ed è proprio in questo momento che Big Boss ti contatta via radio per dirti di entrare nel camion all’estrema destra.
Qui il gioco ti sta dando uno dei suoi segnali più evidenti. Il consiglio di Big Boss non è quello corretto. Non devi fidarti. I camion davvero utili sono due: quello centrale sul lato sinistro e quello vicino alla porta sul lato destro. All’interno puoi trovare munizioni. Il mezzo più a destra, quello indicato da Big Boss, non è la scelta migliore, e in generale questa scena rafforza sempre di più il sospetto che qualcuno dalla parte di Snake stia guidandolo nel modo sbagliato.
Una volta raccolto ciò che ti serve, usa la Card 7 per entrare nel Building Three.
L’ingresso nel Building Three e l’ennesima trappola
Appena entri nel Building Three vieni assalito di nuovo, questa volta da quattro guardie. L’impressione è ormai chiara: il nemico sa in anticipo dove stai andando. Ancora una volta Big Boss ti contatta e ti dice di entrare nella porta sulla sinistra. La apri con la Card 1, ma qui devi stare attentissimo: appena entri, non devi muoverti. È una trappola.
Esci immediatamente dalla stanza e usa un Plastic Explosive sul lato destro del muro nord. A questo punto devi avanzare abbracciando il muro destro. La nuova area è piena di botole e passaggi insidiosi, quindi il movimento corretto è tutto. Continua verso l’alto restando aderente alla parete destra fino a raggiungere le casse. Da lì spostati verso sinistra e risali all’angolo della cassa, evitando così la prima trappola.
Poi continua lungo la parte superiore della prima trappola fino a superare l’ascensore. A quel punto vai verso nord e poi a destra per entrare finalmente nell’ascensore. Da qui devi scendere, sempre più in basso, fino al 100° piano sotterraneo.
Il basement 100 e il recupero dell’Oxygen Tank
Uscito dall’ascensore nel seminterrato numero 100, ti ritrovi in una stanza con due telecamere sul lato nord. Non sono particolarmente difficili da evitare se sfrutti il muro centrale come copertura. Proprio qui ricevi una chiamata da Jennifer, che ti informa della presenza di un Oxygen Tank nascosto dietro una parete.
Usa un Plastic Explosive per aprire il muro davanti alla struttura centrale e recupera l’Oxygen Tank. È un oggetto indispensabile, e questa breve deviazione è in realtà uno dei passaggi chiave dell’intera sezione. Senza di esso non puoi affrontare correttamente la parte successiva del percorso.
Una volta recuperato, devi fare qualcosa che nel primo Metal Gear succede spesso: tornare indietro. Risali fino al primo piano e ripercorri la strada che ti riporta al Building Two. Durante il ritorno attraverso lo Scorpion Desert non dimenticare di equipaggiare di nuovo il Compass, altrimenti rischi di sprecare tempo e salute in un’area che a questo punto dovrebbe essere solo un corridoio di passaggio.
L’uso dell’Oxygen Tank e il pavimento elettrificato
Tornato al Building Two, dirigiti verso destra. Ora equipaggia l’Oxygen Tank ed entra in acqua. Devi nuotare verso nord fino a raggiungere una zona di acqua bassa da cui puoi uscire. Una volta tornato sulla terraferma, evita le guardie e vai verso nord esattamente dalla parte in cui sei riemerso.
Nella schermata successiva ti aspetta un altro pavimento elettrificato. Qui torna utile un oggetto già fondamentale in altre sezioni: i Remote-Controlled Missiles. Usali per distruggere la centralina accanto alla porta di sinistra, così da disattivare l’elettricità.
A questo punto usa la Card 1 per entrare nella porta a sinistra. All’interno trovi due scatole di Ammo, ma soprattutto ricevi una chiamata da Schneider. Sta per rivelarti chi è davvero il responsabile di Outer Heaven, ma la trasmissione si interrompe prima che possa completare la frase. È un altro momento importantissimo, perché il gioco continua a costruire la tensione intorno al tradimento e alla vera identità del burattinaio dietro tutta la missione.
Prendi le munizioni ed esci.
Boss fight #8: come battere Coward Duck
Ora usa la Card 7 per entrare nella porta a destra. Qui ti aspetta l’ottavo boss del gioco: Coward Duck. Prima ancora di cominciare davvero il combattimento, Jennifer ti contatta per dirti due cose importanti. La prima è che Coward Duck possiede la Card 8. La seconda è che tra i prigionieri presenti nella stanza c’è anche suo fratello, quindi non devi assolutamente uccidere i POW.
È uno scontro molto particolare, perché non si tratta soltanto di eliminare il boss, ma di farlo senza danneggiare gli ostaggi. Appena parte il combattimento, dirigiti verso nord restando aderente al muro sinistro. Poi risali seguendo le casse e libera il POW sulla sinistra. A questo punto puoi usare la Handgun per eliminare Coward Duck. In genere una decina di colpi sono più che sufficienti per chiudere lo scontro senza difficoltà.
La vera chiave del combattimento è mantenere il controllo e non sparare in modo disordinato. Jennifer ti ha avvisato chiaramente: tra gli ostaggi c’è suo fratello. Per questo devi trattare l’intera stanza come una boss room “guidata”, in cui conta più la precisione del caos.
Una volta sconfitto Coward Duck, raccogli la Card 8 che lascia a terra. Poi libera anche il POW sulla destra e quello al centro. Quest’ultimo è proprio il fratello di Jennifer. Dopo averlo salvato, ti dirà un’altra informazione preziosa: quando sarà il momento di fuggire da Outer Heaven, dovrai usare la scala sulla sinistra. È uno di quei dettagli che conviene ricordare immediatamente, perché il gioco lo butta lì con apparente semplicità, ma in realtà sta preparando già la sequenza conclusiva.
Perché questa sezione è così importante
Anche se non è la parte più lunga del gioco, questa sezione ha un peso enorme nella struttura narrativa del primo Metal Gear. Ti porta per la prima volta fino al 100° piano sotterraneo del Building Three, ti fa recuperare l’Oxygen Tank, conferma definitivamente che i messaggi di Big Boss non vanno più seguiti ciecamente, interrompe la rivelazione di Schneider sul vero capo di Outer Heaven e ti consegna la Card 8 dopo uno scontro delicato con ostaggi presenti nella stanza.
In pratica, è il punto in cui il gioco smette di suggerire il tradimento e inizia quasi a gridarlo. Snake è sempre più solo, sempre più in profondità nella base e sempre più vicino alla verità.
Il consiglio Bazaverse per chi ama Metal Gear
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