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Con Grey Fox finalmente salvato, la missione di Solid Snake entra in una nuova fase. Ora il tuo obiettivo è trovare il Dr. Pettrovich Madnar e ottenere le informazioni necessarie per capire come distruggere Metal Gear prima che venga completato. È un passaggio chiave nella progressione del primo Metal Gear, perché segna il momento in cui l’infiltrazione smette di essere soltanto una missione di recupero e diventa una corsa contro il tempo.

Questa sezione è importante anche per un altro motivo: mette insieme preparazione, gestione dell’inventario, attraversamento di aree pericolose, un nuovo boss fight e, infine, il salto verso il cortile con il Parachute. È uno dei blocchi più completi dell’intera parte iniziale del gioco, perché ti costringe a usare davvero tutto quello che hai imparato fino a questo momento.

Per orientarti meglio nel quadro generale della saga e della progressione di gioco, puoi affiancare questa parte alla guida completa in italiano di Metal Gear Solid, alla guida dedicata a Metal Gear: The Outer Heaven Incident, all’elenco degli oggetti di Metal Gear Solid e alla categoria Metal Gear Solid su Bazaverse.

Prima di salire sul tetto: fai scorta di tutto

Dopo aver ottenuto il Parachute, il prossimo traguardo è il tetto del Building One. Prima di andarci, però, questo è il momento ideale per fare rifornimento completo. A questo punto della partita dovresti conoscere abbastanza bene la struttura dell’edificio, le stanze utili e le posizioni degli oggetti principali. Conviene quindi tornare a recuperare tutto quello che ti manca: munizioni, esplosivi, Rations e qualsiasi strumento che non hai ancora riportato al massimo.

Questo passaggio può sembrare secondario, ma in realtà rende molto più gestibile tutta la sezione successiva. Sul tetto e nelle aree collegate troverai più pressione nemica, un terreno insidioso e un boss fight che può diventare fastidioso se arrivi impreparato. Metal Gear premia sempre chi pianifica.

Quando hai completato il restock, dirigiti verso l’ascensore nella parte nord-est dell’edificio e sali fino al roof.

Il tetto di Outer Heaven e l’uso del Bomb Blast Suit

Appena esci dall’ascensore ricevi una chiamata da Big Boss. Ti avvisa che sul tetto è attiva una barriera di vento e ti suggerisce di usare il Bomb Blast Suit. Se hai seguito correttamente le sezioni precedenti, dovresti averlo già recuperato nel seminterrato. Se lo hai con te, equipaggialo subito. In caso contrario, conviene davvero tornare a prenderlo prima di proseguire, perché qui diventa fondamentale.

Con il Bomb Blast Suit equipaggiato, scendi verso sud. Nella schermata successiva ci sono due guardie in pattuglia. Puoi eliminarle oppure evitarle con attenzione, poi continuare verso sud. La schermata dopo presenta una sola guardia e una porta nell’angolo sud-est. Elimina il nemico e usa la Card 3 per entrare.

All’interno trovi i Remote-Controlled Missiles. Anche se li possiedi già, questo è un ottimo punto per fare scorta massima. Ti serviranno tra poco, e arrivare con il caricamento completo rende tutto molto più semplice.

La traversata sul tetto e il prigioniero aggiuntivo

Esci dalla stanza e torna verso l’area dell’ascensore. Da lì vai a ovest. Troverai una zona con tre guardie che pattugliano la parte alta della schermata, ma se resti basso, dietro le pareti, puoi passare senza grandi problemi. Continua ancora verso ovest.

La schermata successiva ospita due guardie che si muovono intorno a diverse casse. Anche qui il percorso più sicuro è restare nella parte bassa e continuare verso ovest. Nella schermata dopo trovi altri due nemici. Puoi neutralizzarli oppure superarli in stealth, poi dirigerti verso sud.

Qui non ci sono guardie: entra nella porta aperta e raccogli le munizioni. Esci e prosegui verso sud lungo il sentiero di destra. Usa la Card 2 per entrare nella stanza e liberare un altro POW. È un passaggio utile non solo per il completamento della missione, ma anche perché ogni prigioniero salvato continua a rafforzare la progressione di Snake.

Fatto questo, torna indietro fino all’area con due guardie e molte casse, poi scendi verso sud.

Come superare i ponti oscillanti

In questa nuova sezione ti trovi davanti a uno dei passaggi più delicati della zona: i ponti sospesi che oscillano nel vuoto. Qui non basta conoscere il percorso, perché serve anche controllo del movimento. Se cadi, muori immediatamente.

Il metodo migliore è semplice da dire ma meno facile da eseguire: muoviti lentamente e cerca di scendere il più possibile in linea retta. Sul primo ponte l’oscillazione segue una direzione, mentre nella schermata successiva il movimento sarà invertito. Anche lì devi mantenere lo stesso approccio, senza accelerare e senza correggere troppo bruscamente la traiettoria.

È una sezione che mette alla prova la pazienza più che i riflessi, e proprio per questo si sposa perfettamente con lo spirito del primo Metal Gear. Non vince chi corre. Vince chi legge il ritmo della schermata.

Rocket guards, pavimento elettrico e Mine Detector

Superato il secondo ponte, nella schermata successiva troverai un nemico equipaggiato come una specie di rocket guard. È molto probabile che ti veda, e in quel caso inizieranno ad arrivarne altri. Non perdere tempo: esci rapidamente verso ovest.

Qui trovi un’altra area con pavimento elettrificato e un pannello di controllo. Usa i Remote-Controlled Missiles per distruggere la centralina, poi usa la Card 3 per entrare nella stanza. Posizionati vicino alla porta e affronta i rocket guards che entreranno uno dopo l’altro. Restando vicino all’ingresso e controllando il ritmo dello scontro, puoi eliminarli tutti fino alla fine dell’allarme.

Quando l’area è finalmente sicura, raccogli il Mine Detector dalla scrivania. È un oggetto molto utile, perché da questo momento in avanti il gioco comincia a richiedere ancora più attenzione alle trappole e ai percorsi nascosti. Ancora una volta, Metal Gear ti fa guadagnare i suoi strumenti uno alla volta, sempre nel momento in cui diventano davvero significativi.

Verso est e lo scontro con Hind D

Dopo aver preso il Mine Detector, torna alla schermata successiva al ponte e dirigiti a est. Anche qui avrai problemi con i rocket guards, ma il modo migliore per gestire la situazione è non fermarti troppo: corri verso est fino alla schermata seguente.

Qui ti aspetta il terzo boss del gioco, l’Hind D. È uno scontro che, almeno sulla carta, sembra intimidatorio: un velivolo armato, un’area aperta e una pressione costante. In realtà, come spesso accade nel primo Metal Gear, il trucco sta nel posizionamento.

Come battere Hind D

Durante il combattimento, l’Hind D si posa a terra e spara raffiche rapide. La posizione più sicura è metterti direttamente a sinistra della cabina, a una distanza ideale per colpire senza esporti troppo. Da lì puoi usare il Grenade Launcher per infliggere danni in modo efficace.

La chiave della battaglia è restare calmo e non muoverti inutilmente. Se ti posizioni bene, l’elicottero non riesce a colpirti con costanza e lo scontro diventa molto più controllabile di quanto sembri all’inizio. In genere dovresti cavartela usando una o due Rations al massimo, sempre che tu venga colpito.

Questo boss fight è interessante perché cambia il ritmo rispetto agli scontri precedenti. Non stai più giocando soltanto con coperture e missili telecomandati, ma anche con il posizionamento puro e con la lettura dello spazio di combattimento.

Il balcone e il salto nel cortile

Dopo aver sconfitto l’Hind D, prosegui verso nord. Poi dirigiti a ovest attraverso il passaggio. Ti ritroverai su un balcone, mentre il resto della schermata apparirà scuro. È il momento per cui tutta questa sezione era stata costruita.

Equipaggia il Parachute e lanciati dal balcone verso il cortile.

Questo salto non è solo un semplice cambio di area. È un vero passaggio di stato per la missione. Hai salvato Grey Fox, hai confermato la minaccia nucleare, hai recuperato strumenti chiave, hai attraversato il tetto di Outer Heaven e hai sconfitto un nuovo boss. Ora Snake è pronto a entrare in un’altra parte della base, più profonda e più pericolosa, dove il nome del Dr. Pettrovich Madnar diventa finalmente centrale.

Dal punto di vista della struttura narrativa, questa è una delle sezioni meglio riuscite del primo Metal Gear: tutto quello che fai ha un senso preciso, ogni oggetto trovato prepara il passo successivo e il gioco riesce a trasformare anche un semplice salto col paracadute in un momento memorabile.

Il consiglio Bazaverse per chi vuole collezionare Metal Gear

Se oltre alla guida vuoi anche qualcosa di concreto da collezionare, Bazaverse ha già diversi articoli interni dedicati all’universo di Metal Gear. Due esempi perfetti sono la Metal Gear Solid Dealta TCG Card – HANDMADE – Serie 1 Cod.001 e il Metal Gear Solid Delta Snake Eater – Poster A4 – Cod.002. Per chi ama la saga, sono ottimi riferimenti interni da affiancare alle guide, sia in ottica collezionistica sia per arredare una postazione gaming con qualcosa di davvero a tema.

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