Nel 386 a.C., i Galli furono abbastanza forti da attaccare Roma, riuscendo a saccheggiare la città. Tuttavia, una parte della popolazione romana si rifugiò sulla rocca del Campidoglio e, secondo la tradizione, riuscì a respingere i Galli grazie all’allarme dato dalle oche sacre alla dea Giunone, che con il loro starnazzare avvertirono i difensori dell’arrivo dei nemici. Dopo questo evento, i Galli continuarono a minacciare Roma durante i secoli IV e III a.C., ma furono definitivamente sconfitti nella battaglia di Talamone nel 225 a.C. A seguito di questa vittoria, Roma lanciò una massiccia offensiva contro la Gallia Cisalpina, conquistando Mediolanum nel 222 a.C.
Tuttavia, l’espansione romana fu temporaneamente interrotta dall’arrivo di Annibale, il generale cartaginese, nel 219 a.C. Annibale attraversò le Alpi e trovò sostegno da molte tribù galliche in Italia settentrionale. Nonostante le sue vittorie, Annibale non riuscì a conquistare Roma e nel 203 a.C. fu richiamato in Africa, dove fu sconfitto dai Romani. Dopo la guerra sociale (91-89 a.C.), Roma fondò la colonia di Gallia Cisalpina, estendendo la cittadinanza romana a tutti gli abitanti nel 49 a.C., su decisione di Giulio Cesare.
La Gallia Transalpina copriva gran parte dell’odierna Francia, Belgio e alcune zone della Germania. La regione era abitata da una confederazione di tribù celtiche e, prima della conquista romana, vi erano insediamenti greci lungo la costa meridionale, come Massalia (Marsiglia). I Romani soprannominarono i Galli Longhicapillati (“Galli dai lunghi capelli”), prendendoli in giro per l’uso dei pantaloni e per alcune usanze belliche come l’uso di vernici corporee. I Galli erano abili guerrieri, spesso numerosi, ma meno organizzati strategicamente rispetto ai Romani, il che spiegava in parte la loro sconfitta.
Le guerre galliche iniziarono nel 58 a.C. quando Giulio Cesare, governatore della Gallia Cisalpina e Transalpina, lanciò una campagna per conquistare la Gallia centrale. In una serie di battaglie, Cesare sconfisse i principali gruppi celtici, inclusi gli Elvezi e i Belgi. Dopo aver consolidato il controllo romano, Cesare affrontò Vercingetorige, capo degli Arverni, che organizzò una resistenza. Nonostante alcuni successi iniziali, Vercingetorige fu costretto a ritirarsi ad Alesia, dove fu assediato dalle truppe di Cesare e alla fine si arrese nel 52 a.C.
Con la vittoria romana, la Gallia divenne una provincia dell’Impero e fu divisa in quattro province sotto Augusto: Narbonense, Lugdunense, Aquitania e Belgica. Durante il periodo romano, la Gallia prosperò grazie alla sua fertile agricoltura e divenne un importante centro del primo cristianesimo. Tuttavia, dalla fine del III secolo d.C., la Gallia subì numerose invasioni da parte di Germani, Franchi, Burgundi e Visigoti, che segnarono il declino del controllo romano.
Periodo | Evento | Conseguenza storica |
---|---|---|
VI secolo a.C. | Prime migrazioni celtiche in Italia settentrionale | Convivenza con gli Etruschi |
386 a.C. | Sacco di Roma da parte dei Galli | Rafforzamento delle difese romane |
225 a.C. | Battaglia di Talamone | Vittoria decisiva di Roma sui Galli |
58-52 a.C. | Guerre galliche di Giulio Cesare | Conquista della Gallia e trasformazione in provincia romana |
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