Euripide è stato spesso paragonato in modo sfavorevole a Eschilo e Sofocle, in parte a causa del suo maggiore ricorso alla retorica poetica e all’oratoria, piuttosto che all’intensità drammatica pura, e per l’uso della filosofia sofista e socratica nelle sue opere. Tuttavia, queste stesse caratteristiche lo hanno reso, in certi casi, più popolare presso il pubblico moderno, poiché i suoi temi e linguaggi risultano più accessibili e comprensibili rispetto ai suoi contemporanei. Nonostante ciò, ricevette meno riconoscimenti critici rispetto ai suoi rivali, il che pare lo amareggiasse.
Le opere più conosciute di Euripide includono “Le Baccanti”, “Medea”, “Elettra” e “Ifigenia in Aulide”. In “Medea” (431 a.C.), uno dei temi centrali è l’oppressione delle donne. Medea, protagonista dell’opera, è una donna abbandonata dal marito Giasone, che decide di sposare la principessa di Corinto. In preda alla disperazione, Medea sceglie di vendicarsi uccidendo la principessa e i propri figli, negando così a Giasone la consolazione di una famiglia nel futuro. Nonostante l’orrore dei suoi atti, Euripide riesce a far provare simpatia agli spettatori per la sua condizione.
“Ifigenia in Aulide” esplora invece il conflitto tra dovere pubblico e moralità personale. L’ambientazione è quella dell’inizio della Guerra di Troia, dove la flotta greca, guidata da Agamennone, è bloccata ad Aulide per volere della dea Artemide. Agamennone, pur riluttante, decide che l’unico modo per placare la dea è sacrificare sua figlia Ifigenia. La giovane, dopo aver appreso la verità, accetta volontariamente il proprio destino. Questo atto di violenza iniziale anticipa una serie di eventi tragici futuri, che saranno esplorati in altre opere di Euripide.
“Le Baccanti” rappresenta un altro aspetto della produzione di Euripide, ovvero la riconciliazione della violenza con il ritorno all’armonia sociale. L’opera si concentra su Dioniso, il dio del vino e della follia, che tenta di introdurre il suo culto sfrenato nella città di Tebe. Il re Penteo si oppone, e Dioniso si vendica violentemente. Tuttavia, le donne che avevano abbracciato la follia divina sono poi rappresentate come capaci di tornare a uno stato razionale. Questo dramma lascia spazio alla possibilità di redenzione dalla violenza e dall’oppressione sulla Terra.
Euripide fu un maestro dell’arte tragica, integrando elementi classici come il coro, l’intervento divino e scene di estrema violenza, che possono sembrare lontane dalla sensibilità moderna. Tuttavia, la potenza del suo linguaggio lo rende probabilmente il più capace tra i drammaturghi tragici greci di superare questo divario culturale. Sebbene spesso meno apprezzato rispetto ai suoi contemporanei durante la sua epoca, la profondità psicologica dei suoi personaggi e l’umanità delle sue storie lo hanno reso uno dei drammaturghi più influenti della letteratura mondiale.
Opera | Tematica Principale | Note |
---|---|---|
Medea | Oppressione delle donne, vendetta | Medea uccide i propri figli e la rivale per vendicarsi del tradimento di Giasone. |
Ifigenia in Aulide | Conflitto tra dovere pubblico e moralità personale | Agamennone sacrifica la figlia per il bene comune, anticipando tragici eventi futuri. |
Le Baccanti | Conflitto tra razionalità e violenza | Dioniso punisce Tebe con la violenza, ma offre la possibilità di redenzione. |
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