Secondo Eusebio, Clemente avrebbe viaggiato in tutto il mondo mediterraneo alla ricerca di mentori intellettuali, fino a stabilirsi definitivamente ad Alessandria, dove trovò ciò che cercava. La scuola che gestiva sembra essere stata orientata verso i ricchi e gli istruiti, e i suoi scritti forniscono indizi sulla vivace vita intellettuale di Alessandria nel II secolo d.C. La città era divisa in diversi gruppi: i “semplici credenti”, gli studenti più avanzati di filosofia e religione a cui Clemente offriva istruzioni, i seguaci del dualismo cristiano (gnostici) che affermavano di possedere una conoscenza segreta, e gli intellettuali pagani che seguivano i culti misterici, da lui criticati.
L’opera più famosa di Clemente è una trilogia composta da:
Questa trilogia sembra rivolgersi a pubblici selezionati e progressivamente più avanzati. L’“Esortazione” è indirizzata ai principianti e agli estranei, e presenta i vantaggi del cristianesimo. Il “Pedagogo” è destinato ai convertiti che hanno bisogno di disciplina e guida spirituale. Lo “Stromati”, infine, è una raccolta di materiale vario che, almeno in parte, si rivolge a coloro che Clemente considerava i veri “gnostici”, sebbene non nel senso eretico del termine.
Clemente scrive in un elegante greco, ma spesso è accusato di essere pretenzioso e prolisso. Il suo messaggio centrale è che la conoscenza di Cristo come Logos porta alla salvezza. Egli credeva fermamente che l’educazione (paideia) fosse il modo migliore per conoscere il Logos, e la sua scuola era orientata a fornire questa formazione.
Clemente riuscì ad evitare le insidie dell’eresia gnostica, affermando la realtà del mondo materiale e l’incarnazione di Cristo. Sebbene fosse incline a interpretare gran parte della Bibbia in modo allegorico, egli non negava la verità letterale dei testi. A differenza degli gnostici, che consideravano il mondo materiale malvagio e creato da un dio inferiore, Clemente affermava la bontà della creazione e l’importanza dell’incarnazione fisica di Cristo.
Tuttavia, la sua interpretazione allegorica delle Scritture e l’adozione della filosofia greca classica furono oggetto di critiche. Clemente incoraggiava una visione elitaria della fede, sostenendo che solo una comprensione più matura e segreta della conoscenza religiosa fosse accessibile ai credenti avanzati. Questo atteggiamento elitista, presente anche negli scritti di mistici cristiani successivi come Madame Guyon e l’arcivescovo Fenelon, spiegava il motivo per cui il pubblico nutriva un certo risentimento verso gli gnostici del II secolo.
Nonostante le critiche, la teologia di Clemente ebbe un’influenza significativa sul misticismo cristiano. Personaggi come il Pseudo-Dionigi, Meister Eckhart e John Wesley trovarono conforto e ispirazione nei suoi scritti. Inoltre, il suo approccio intellettuale e spirituale, radicato nella conoscenza e nella filosofia, offrì una base solida per la tradizione mistica cristiana nei secoli successivi.
Le idee di Clemente di Alessandria rappresentano un ponte tra la cultura greca classica e la nascente teologia cristiana, dimostrando come la riflessione filosofica e la fede potessero interagire per formare una visione del mondo complessa e profondamente spirituale. Il suo lavoro preparò il terreno per sviluppi successivi nel pensiero teologico cristiano, e la sua eredità rimane viva nella storia della Chiesa.